Sanità: trapianti, a Torino messa a punto procedura per il consenso da parte dei minorenni

A Torino per la prima volta i minorenni potranno autonomamente dare il consenso ai trapianti. Si tratta della conclusione di un lavoro di indagine e ricerca durato tre anni che ha dato origine a una procedura di consenso informato al trapianto dedicata ai pazienti di minore età.
L’iniziativa è stata presentata oggi all’Università di Torino e ha l’obiettivo di dare spazio maggiore anche all’opinione del paziente seppur minorenne.
Il tema del consenso informato nei trapianti su minorenni è molto delicato perché giuridicamente il minore non ha un preciso diritto di autodeterminarsi nelle scelte di cura perché sottoposto alle decisioni dei genitori: sono quindi loro che possono chiedere o rifiutare i trattamenti a prescindere dalla sua volontà. Tuttavia, specialmente quando i piccoli pazienti hanno a che fare con malattie fin dai primi anni di vita, possono crearsi le condizioni per le quali il loro livello di consapevolezza e di capacità di valutazione è molto elevato (spesso anche maggiore degli adulti). La procedura messa a punto, attraverso alcuni test specifici, valuta la capacità decisionale dei minori.
Quanto stabilito a Torino, è l’idea dei ricercatori, potrebbe essere un modello da diffondere anche in altre città. L’obiettivo è superare la presunzione che un individuo minore non sia in grado di decidere.
La nuova procedura è stata studiata dal gruppo multidisciplinare “Autodeterminazione e minori d’età” formato da 13 esperti tra docenti e ricercatori dell’Università di Torino, dirigenti medici, psicologi e bioeticisti della Città della Salute di Torino, in particolare dell’ospedale Regina Margherita, e magistrati del Tribunale di Torino. I risultati sono stati pubblicati su Bioetica – Rivista interdisciplinare.
Tutto è iniziato da casi di giovani pazienti ammalati di fibrosi cistica, che potrebbero essere sottoposti a trapianto polmonare. Per questo, la Lega italiana fibrosi cistica ha condiviso i contenuti dell’iniziativa, anche se il principio può essere esteso anche a altre situazioni.

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