Quotidiano

Editoriale di Cristiana Dobner

Non ha parlato un manager ma un uomo di Dio

In piena amicizia, senza giri di parole, incontrarsi con i confratelli vescovi è un’esperienza sanante. Lo sguardo può posare dove il bisogno urge, dove il grido, magari trattenuto, taglia lo spazio solcato dal pensiero gravido del buon annuncio del Signore Gesù. Lo “snodo decisivo” è ineludibile, il presidente si fonda su Francesco “oggi non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca”. Esige sia riflessione sia impegno anche perché “quasi nulla è più come prima. Dobbiamo assumere la piena consapevolezza che stiamo vivendo in un mondo profondamente cambiato… In questa nuova realtà, sorgono nuove sfide e nuove domande a cui bisogna fornire, senza paura e con coraggio, delle risposte altrettanto nuove”.

Il commento di Thomas Jansen

Merkel resta in sella, ma sulla Germania si addensano nuvole populiste

Da una parte Angela Merkel ha perso le elezioni del Bundestag: la sua Unione cristiano-democratica (Cdu), insieme alla bavarese Unione Cristiano-sociale (Csu), ha portato con sé solo il 33% dei voti. Cioè l’8% in meno rispetto alle ultime elezioni del 2013. Resta però vincitrice su un altro piano, perché, dopo 12 anni, ha di nuovo ricevuto un chiaro mandato di governo; la Cdu/Csu è confermata come prima forza politica del Paese e nessun governo potrà essere formato senza o contro di essa. Tuttavia, Angela Merkel ha bisogno di partner che siano disposti a entrare in coalizione con lei per raggiungere una maggioranza assoluta di deputati in Parlamento in vista dell’elezione del cancelliere e la formazione del governo.

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