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Notizie Sir del giorno: Bagnasco su Papa a Genova, rapporto su media e soccorso migranti, don Albertini su addio Francesco Totti

Papa a Genova: card. Bagnasco, “non dimenticheremo mai”. “Dalla crisi si esce soltanto insieme”

“Genova, la nostra Chiesa e la nostra Città, non dimenticheranno la grazia di questa visita, che ha coinvolto i diversi ambiti della vita di tutti e che ci ha visto confrontarci in maniera franca e diretta, attenti a far nostra la voce del Papa che ha saputo andare al cuore dei problemi e della loro possibile risposta”. Ad assicurarlo è il cardinale Angelo Bagnasco, che in un’intervista al Sir traccia il bilancio di una giornata memorabile. A proposito del primo appello del Papa, per il mondo del lavoro, Bagnasco sottolinea che “Papa Francesco si è fatto interprete del dramma che attraversa tante nostre famiglie, per le quali – come ha avuto modo di sottolineare – quando manca il lavoro del lunedì non è mai pienamente domenica”. Da una parte, per il cardinale, il Papa “ha messo in luce le malattie di un’economia che si trasforma in speculazione e di una politica che alimenta burocrazia; dall’altra, declinando le virtù degli imprenditori e dei lavoratori ha fatto capire che dalla crisi si esce soltanto insieme. Assumere il lavoro come priorità è la condizione perché, per esprimermi con la bella immagine del Santo Padre, ‘campi e fabbriche rimangano altari, che conoscono il sacrificio degli oranti e anche il sudore di chi a parole non sa pregare’”. (clicca qui)

Ong e migranti: Carta di Roma, dal 2016 al 2017 “gli angeli del mare hanno perso le ali”

Dal 2016 al 2017 c’è stata sulle tv e sulla carta stampata una “svolta comunicativa” rispetto alle operazioni di ricerca e soccorso in mare (Sar): dalla costruzione mediatica degli eroi, “gli angeli del mare” all’introduzione dell’elemento del “sospetto”, tanto che “gli angeli perdono le ali”. Così l’Osservatorio di Pavia, Carta di Roma e Cospe descrivono quanto avvenuto in questi ultimi mesi nella narrazione mediatica delle operazioni di ricerca e soccorso di migranti nel Mediterraneo centrale. Il rapporto, presentato oggi a Roma, osserva e analizza in 92 pagine le strategie di comunicazione degli attori civili e militari impegnati nei soccorsi e il racconto da parte dei media italiani. Ne risulta un’ampia visibilità mediatica delle operazioni di ricerca e soccorso in mare: 13% nei principali quotidiani italiani, 18% nei tg di prima serata nel periodo aprile-ottobre 2016. Sulla stampa nel 2016 c’era stato già un incremento di visibilità del 10% rispetto al 2015 e del 18% sui notiziari di prima serata. I media raccontavano la cronaca dei naufragi e delle azioni di soccorso, anche con una “sovrapposizione narrativa tra unità militari e Ong”. Emergeva “ammirazione e gratitudine per i soccorritori” (il soccorso diventava spettacolo) fino alla svolta comunicativa innescata in maniera tiepida a fine 2016 dal rapporto di Frontex pubblicato dal Financial Times e poi dalle accuse alle Ong di un video-blogger nel marzo 2017, riprese dai media e amplificate poi dalle indagini di alcune procure siciliane e strumentalizzazioni politiche. Nel 2017 “si passa dalla cornice umanitaria e quella securitaria”, rileva il rapporto e “un’ombra negativa spazza via l’alone di positività che aveva caratterizzato il 2016”. (clicca qui)

Addio di Francesco Totti: don Albertini (Csi), “espressione di un calcio ancora fatto di passione”

“Totti è uno di quei giocatori che in Italia, al di là della maglia che ha vestito, per di più sempre e soltanto quella giallorossa, unisce un po’ tutti gli amanti del calcio” perché “espressione di un calcio ancora fatto di passione, prima che di soldi, marketing o immagine”. Così don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano (Csi), commenta al Sir il commiato di Francesco Totti, ieri allo Stadio Olimpico, al termine di Roma-Genoa. “Le lacrime che si sono viste sono il segno di un’emozione di un calciatore che ha vissuto veramente con passione il mestiere che ha fatto”, aggiunge don Albertini. “Mi è piaciuto il passaggio in cui ha parlato del pallone come il suo giocattolo preferito, che mi ha fatto venire in mente quanto rispose la teologa Dorothee Solle ad un giornalista che le chiedeva: ‘Come spiegherebbe a un bambino che cos’è la felicità?’. ‘Non glielo spiegherei – disse – gli darei un pallone per giocare’. L’immagine richiamata da Totti è stata un bello spot per il calcio, anche per tanti giovani che si avvicinano con illusioni, con sogni che non s’avverano”. Don Albertini evidenzia poi un’altra immagine della festa di ieri: quella “della famiglia, perché Totti ha sempre creduto e salvaguardato la famiglia e l’ha voluta accanto a sé in quel momento più dei compagni, dei dirigenti, dei tifosi stessi”. (clicca qui)

G7: Redaelli, “Paesi europei in ordine sparso e Italia isolata sulle migrazioni”

“Un incontro formale dagli effetti pratici molto limitati”. Non usa mezzi termini Riccardo Redaelli, professore ordinario di Geopolitica presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, per definire il G7 di Taormina, da poco concluso. La due giorni siciliana non ha prodotto che risultati limitati caratterizzata, come era prevedibile, dalla prima volta al summit del presidente americano Donald Trump. Per l’esperto “al G7 sono emerse tutte le divisioni e le lacerazioni provocate dal mutamento radicale, su alcuni temi, dell’amministrazione Trump e dallo stile così poco istituzionale del Presidente Usa”. Più che intese sarebbe meglio parlare di compromessi in qualche modo raggiunti sul commercio, con l’impegno a mantenere aperti i mercati, e sull’immigrazione, la questione che più stava a cuore all’Italia. I Sette Grandi hanno riconosciuto che si tratta di un problema globale e stabilito il diritto degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i propri confini e a stabilire politiche per la sicurezza. “Per l’Italia è stato un risultato politico molto negativo. Una sconfitta. Il nostro Paese – spiega Redaelli – è in prima linea, e spesso lasciato solo, a gestire l’accoglienza dei migranti, per gli egoismi e l’incapacità dei Paesi europei. Al G7 – ricorda il professore universitario – è si è parlato anche di Africa come partner per contrastare il terrorismo e arginare il fenomeno migratorio. Anche qui il bicchiere resta mezzo vuoto, anzi, molto più che mezzo vuoto. L’Italia è attiva come singolo Stato con accordi con Paesi subsahariani per cercare di limitare in loco il flusso migratorio. Francamente ci si poteva aspettare un sostegno maggiore da parte del G7, con gli Stati europei che si sono nascosti dietro gli Usa. Una sconfitta perché della questione migranti, che è globale, paghiamo un conto pesantissimo”. (clicca qui)

Israele: Ambasciata Palestina in Italia, detenuti palestinesi cessano lo sciopero della fame nelle carceri israeliane

“Vince lo sciopero, vincono i prigionieri palestinesi”. Così l’ambasciata palestinese in Italia annuncia oggi, in una nota, la sospensione dello sciopero della fame dei detenuti palestinesi dopo 40 giorni. Motivo dello stop è da ricercarsi nei “risultati ottenuti grazie alla protesta”, risultati giunti al termine di “una estenuante trattativa culminata nella notte tra il 26 e 27 maggio tra i detenuti, le autorità carcerarie e la Croce Rossa, durante la quale – si legge nel testo – è stato fondamentale il ruolo del leader e ideatore dello sciopero, Marwan Barghouthi”. L’Ambasciata ringrazia tutti coloro che sono stati “vicini ai prigionieri durante lo sciopero” e invita a “non abbassare la guardia ma andare avanti con la campagna internazionale per la liberazione di Marwan e di tutti i prigionieri palestinesi per i diritti fondamentali e l’autodeterminazione di tutto il nostro popolo”. (clicca qui)

Attentato ai copti in Egitto: “ferma condanna” dal Patriarcato Latino

“Ferma condanna” del Patriarcato latino di Gerusalemme dell’attacco armato dello scorso 26 maggio contro un bus di cristiani copti diretti al monastero di san Samuele, nella provincia di Minya, 225 chilometri a sud del Cairo. I terroristi hanno sparato uccidendo più di 30 persone e ferendone altrettante. In una nota il Patriarcato, con le Chiese di Terra Santa, porge le sue più sincere condoglianze alle famiglie delle vittime. La Chiesa copta, ricorda il messaggio, è stata vittima di molteplici attacchi. Nel dicembre 2016, un attentato dinamitardo compiuto dal sedicente Stato islamico, è costato la vita a 29 cristiani copti e ne ha feriti altri 47, mentre erano riuniti per la celebrazione della messa domenicale, nella chiesa ortodossa dei Santi Pietro e Paolo, al Cairo. Lo scorso 9 aprile, Domenica delle Palme, due esplosioni hanno colpito due chiese: quella di Mar Girgis (San Giorgio) a Tanta, 100 chilometri a sud del Cairo, e la chiesa di san Marco ad Alessandria. Questo doppio attacco è costato la vita di almeno 43 fedeli e ha ferito 126 persone. (clicca qui)

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