Papa in Cile: visita al santuario di sant’Alberto Hurtado e incontro con i gesuiti

Padre Hurtado

La prima giornata del Papa in Cile si è conclusa con la visita al santuario di sant’Alberto Hurtado, uno dei santi più amati dal popolo cileno, fondatore degli “Hogar di Cristo”, le case di accoglienza per gli emarginati. Francesco è arrivato al santuario, che dista sei chilometri dalla cattedrale di Santiago, alle 19.15 (le 23.15 ora di Roma), ed è stato accompagnato dal Provinciale dei Gesuiti nella cappella che conserva le spoglie di sant’Alberto, morto a soli 51 anni a causa di una grave malattia, beatificato da Giovanni Paolo II il 14 ottobre 1994 e canonizzato da Benedetto XVI il 23 ottobre 2005. Inaugurato nel 1995 e situato nel quartiere della stazione centrale di Santiago, il santuario – di colore rosso acceso, opera di uno dei più famosi architetti cileni, Cristian Undurraga – custodisce la tomba di padre Hurtado insieme a numerosi oggetti di uso quotidiano del santo gesuita, tra cui la famosa “camioneta verde”, il furgoncino verde della Ford con cui Sant’Alberto portava aiuto agli “ultimi” della città. Sulla tomba del santo gesuita si è fermato in preghiera anche Giovanni Paolo II, quando ha visitato il Cile nel 1985. Dopo la visita in forma strettamente privata al Santuario e l’incontro con circa 40 persone assistite dall’Hogar, il Papa ha incontrato privatamente 90 sacerdoti cileni della Compagnia di Gesù.

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