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Diocesi: mons. Santoro (Taranto), a Maria “le tue lacrime aprano i varchi al seme del Cristo che muore e che poi risorge”

“Vergine santa ti seguiremo tutta la notte e nel giorno di domani perché possiamo riceverti, fin sotto il calvario, consegnata dalle labbra morenti del Tuo Signore quale madre della Chiesa, e mamma di ciascuno di noi”. Lo ha detto stanotte monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, all’uscita della processione dell’Addolorata. In queste ore, ha confidato il presule, “mi sono chiesto: di che cosa sono le tue lacrime Madre Santa?”. “Sono lacrime speciali – la risposta – perché uguali alle lacrime di tutte le mamme, di tutte le donne. Anzi anche tu sei il segno di quel Dio che raccoglie le lacrime di tutti nel suo otre perché nessuna pena è sconosciuta al cuore misericordioso del Signore”. Monsignor Santoro ha fatto riferimento a tragici eventi recenti: “Terribile il mondo nel quale viviamo: siamo raggiunti da più parti, da immagini e da fatti di morte. 42 morti sin ora in Belgio: pianto, smarrimento e strazio. 13 ragazze morte in Spagna di cui sette italiane falciate nel fiore della vita. E le quattro suore martirizzate ad Aden nello Yemen insieme ad altri cristiani e musulmani. E quante altre vittime ogni giorno per il terrorismo in Medio Oriente ed in Africa per la cosa più assurda che sia che è, come ha detto Papa Francesco, uccidere in nome di Dio. E poi il dramma senza fine dei nostri fratelli migranti….”. E ha proseguito: “Madre Addolorata, madre dei tarantini, in te scopriamo l’ecumenismo delle lacrime. Chi ha nel cuore, un pena, una sofferenza, una preghiera, una richiesta di aiuto; o piange per la perdita di un parente per l’inquinamento o è in angustia per il marito o il figlio disoccupato o che rischia il lavoro; in te madre trova l’interprete giusto e il punto di congiungimento, di comunione. Mentre battiamo a tutte le porte perché giustizia sia fatta e speranza certa sia data, ci rivolgiamo tutti a te”.
Monsignor Santoro ha affidato all’Addolorata “la Chiesa e la città di Taranto” e ha pregato “anche per i nostri marò: per Salvatore Girone, tuttora trattenuto in India e per Massimiliano Latorre ricoverato in una nostra clinica”. “Prego, oh Madonna Addolorata – ha proseguito -, perché le tue lacrime irrighino anche le pietre di questa città, dissodino le zolle dell’odio, dell’indifferenza e dell’accidia e ovunque, le tue lacrime aprano i varchi al seme del Cristo che muore e che poi risorge! Nelle lacrime, al ritmo della nazzicata, vai in cerca del Cristo, tuo figlio. Così anche noi non piangeremo soltanto, ma cercheremo Cristo, misericordia del Padre. Senza di Lui il vuoto ci domina. Con Lui la speranza rinasce”. infine, la supplica: “Insegnaci Madre a uscire, come fai tu questa sera, nel cuore delle tenebre, del rischio, aiutaci a vincere ogni paura a non barricarci nel cenacolo, ma a calpestare con fiducia anche la terra del calvario, perché tu sei testimone privilegiata che la fragile speranza non sarà soffocata, ‘perché nulla è impossibile a Dio!’.Grazie per l’amore infinito del tuo Figlio!”.

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