Quotidiano

La nota di Mauro Ungaro

Un impegno per sconfiggere la violenza

Passano gli anni e il trascorrere del tempo riduce sempre più il numero di coloro che ormai poco meno di sette decenni or sono vissero in prima persona la tragedia dell’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia o conobbero nella loro quotidianità il dramma di parenti, amici, conoscenti divorati dalle foibe che violentano nel profondo la roccia del Carso. Eppure sembra che, a poco a poco, il nostro Paese si stia riappropriando di pagine di storia che, per troppo tempo, ha dovuto ignorare. Chi dovette abbandonare da un giorno all’altro gli affetti di una vita nelle case lasciate in fretta, venne considerato spesso straniero quando raggiunse città e paesi di quello che era “solo” un altro luogo della “sua” Italia

La nota di Duarte da Cunha

Chiesa in campo per i migranti con carità e unità

Non è soltanto spettatrice. Nella sua azione tiene presente due esigenze. Una prima esigenza è quella della risposta incondizionata: laddove c’è sofferenza, è necessario che ci sia una carità intelligente ed effettiva. Ma ce n’è una seconda: l’unità della Chiesa. Esempio di questo lavoro ecclesiale, attento alla carità e all’unità, è stata la dichiarazione dell’assemblea plenaria del Ccee di settembre. I diversi presidenti delle Conferenze episcopali presenti in Terra Santa, dopo un intenso dialogo, si sono sentiti maggiormente impegnati, solidali e più consapevoli non solo della necessità dell’azione, ma anche dell’ambito della loro azione

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Edizione del 8 febbraio 2016

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