Quotidiano

5. Casa Italia di Michele Falabretti

Il giorno del silenzio da Auschwitz alla Via Crucis

Il silenzio di Papa Francesco ad Auschwitz ha trovato una specie di eco nel silenzio che ha caratterizzato la Via Crucis dei giovani. Questi ragazzi hanno visto, durante la Gmg, l’orrore e il male del Novecento. Quello che pensavamo finito e che, puntuale, si ripresenta quando pensiamo di esserne vaccinati. Come non ricordare che tanti momenti di dolore assurdo sono stati di nuovo provocati dall’uomo? Ci si stupisce troppo dei giovani: forse non li crediamo davvero capaci di mettersi in gioco, di far funzionare cuore e mente. Eppure il loro interrogarsi e interrogare ha aperto grandi spazi di riflessione e di consegna

La nota di Thomas Winkel

La Germania è sotto una nuvola di ovatta

Lo shock è profondo. La vita è cambiata tra Monaco, Colonia e Berlino. Sotto l’ovatta la vita continua, ma… Il cardinale Reinhard Marx, uno dei più stretti consiglieri di Papa Francesco, invoca il vivere insieme, insiste sugli sforzi dello Stato per proteggere i cittadini e dice chiaro e tondo: noi cristiani non vogliamo permettere che la paura si impossessi delle nostre vite. La questione dei profughi vede la Chiesa tedesca in prima fila nella solidarietà

Istant di Emanuela Vinai

La fine del mondo rinviata a nuova data

Se state leggendo questo articolo è perché, in tutta evidenza, il mondo non è finito ieri, 29 luglio. Così come non è finito ogni volta in cui qualunque setta millenaristica o meno ha emanato proclami terrorizzanti per dire che era scoccata l’ultima ora dell’umanità intera. Le bufale sul web ad opera di sette e furbacchioni si moltiplicano e si rinnovano ciclicamente, con gran risalto prima e sbeffeggio durante, in attesa della prossima che sarà, ogni volta, quella buona

Il commento di Francesco Bonini

La guerra “vera” (e in casa) spiazza tutti

La frontiera più calda di questa guerra a pezzi passa proprio per l’“occidente” che l’islamismo, come ideologia totalitaria, ha identificato come nemico. Una frontiera che ovviamente non è geografica, in quanto attraversa tutti gli Stati, tanto musulmani quanto euro-atlantici. Dal punto di vista dell’Europa, ovvero dei diversi Paesi europei, raccogliere la sfida, oltre che reprimere la violenza e tutelare la sicurezza, ma senza indulgere agli interessi del cosiddetto warfare, che è una vera e propria industria, significa iniziare un vero e franco processo di riflessione politica, sociale e istituzionale

Un martire nel cuore dell'Europa

Hanno ammazzato un prete. In chiesa. Doveva essere lui, don Jacques. Lo aveva deciso il Dio invocato per tanti anni,…

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Edizione del 25 luglio 2016

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