È in Veneto il formaggio solidale

A Bressanvido, in provincia di Vicenza, una cooperativa di pastori e casari ha prodotto una forma dal peso di mille chili tutta venduta per beneficenza. I circa 4mila euro ricavati contribuiranno all’acquisto di due frigoriferi per l’Emporio solidale che verrà aperto, entro novembre, a Dueville sempre nel Vicentino.

Un formaggio per fare del bene. Prodotta con oltre 11mila litri di latte, una forma di buon formaggio alpino, del peso di mille chili e con una diametro di due metri, è stata al centro di

un modo diverso dal solito di essere solidali con chi ogni giorno non riesce a mettere insieme un pasto decente.

È accaduto a Bressanvido in provincia di Vicenza, nel cuore agricolo del Veneto, nella prima domenica di ottobre. Formula semplice, quella messa in pratica dagli allevatori della zona dove fra l’altro si produce l’Asiago Dop. Alla fine della transumanza, nel cortile della cooperativa (le Latterie Vicentine) che ha il compito di trasformare il latte, si sono ritrovati tutti: i pastori che avevano appena finito di portare dalle montagne a valle qualcosa come 350 bovini lungo oltre 80 chilometri di strade e sentieri, la gente del luogo e i turisti attirati dall’evento, gli 11 maestri casari che hanno lavorato il latte raccolto per l’occasione.

Tutti attorno alla forma che ha fatto bella mostra su un grande piedistallo e che è stata tagliata e venduta nel corso di un evento diventato una festa di inizio autunno, ma anche l’occasione per aiutare a chi il formaggio non può permetterselo.

Il ricavato della vendita – circa 4mila euro –, contribuirà infatti all’acquisto di due frigoriferi per l’Emporio solidale, una iniziativa nata dalla collaborazione tra il Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Vicenza e il Comune di Dueville sempre nel Vicentino. Proprio lì, infatti, entro novembre, in una scuola, verrà aperto un mercato (l’Emporio solidale appunto) dove le persone che si trovano in difficoltà sociale ed economica potranno “fare la spesa gratuitamente”, scegliendo i beni loro necessari. I soldi raccolti serviranno per i frigoriferi che conterranno i prodotti freschi come frutta, verdura, latte e carne, garantendo così una dieta equilibrata alle persone che accedono all’Emporio. E non solo, perché negli intenti degli organizzatori, quello dovrà essere “un luogo di incontro, di relazioni, di scambio, di dono, di partecipazione”. Avranno accesso all’Emporio (il primo in provincia di Vicenza), almeno una trentina di famiglie per iniziare, tutte individuate dall’amministrazione comunale, che usufruiranno dell’assistenza alimentare in base al livello di difficoltà ed alla consistenza del nucleo familiare. Sarà poi offerta la possibilità ai componenti delle stesse famiglie, di aiutare il progetto come volontari.

Ad essere coinvolti nell’iniziativa pressoché tutti gli organismi che sul territorio lavorano per la solidarietà e l’assistenza: le parrocchie, le associazioni di vario tipo, le aziende e in singoli cittadini.

“Il nostro – spiega il presidente delle Latterie Vicentine, Alessandro Mocelli –, è un formaggio dal gusto inconfondibile, buono e solidale, perché questo anno tutto il ricavato della vendita della forma è stato devoluto in beneficenza a sostegno del progetto dell’Emporio solidale di Vicenza e ad alcune famiglie in difficoltà del territorio”. Mentre Rita Dal Molin, responsabile del progetto dell’Emporio, e direttore del Csv di Vicenza aggiunge: “Quanto accaduto domenica è per noi un segnale importante di attenzione da parte del territorio a quanto facciamo e soprattutto alle famiglie di difficoltà. A volte occorre non solo dare assistenza ma anche rispettare la dignità delle persone che si trovano in situazione di grande indigenza. L’Emporio solidale che nascerà anche con il contributo del formaggio prodotto dai casari e dai pastori locali, ha proprio questo scopo”. Formaggio buono in tutti i sensi, quindi.

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