Incredibili italiani

Un bel po’ di evasione fiscale (ricordata come troppo elevata martedì scorso dal presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo) si potrebbe evitare se diminuisse, e non di poco si può supporre, l’uso delle banconote a vantaggio della moneta digitale.

Bancomat o contanti? Questo è il problema. Non sarà di certo capitale la faccenda del dualismo più in voga nelle ultime settimane. In ogni caso si può affermare, senza timori di essere troppo smentiti, che un bel po’ di evasione fiscale (ricordata come troppo elevata martedì scorso dal presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo) si potrebbe evitare se diminuisse, e non di poco si può supporre, l’uso delle banconote a vantaggio della moneta digitale.
Ci hanno provato in tanti, in Italia, a introdurre l’uso del bancomat. Il primo fu Mario Monti. Ricordo diversi viaggi all’estero, anche di 20 o 30 anni fa. Oltre confine si usava solo la carta di credito, già negli anni Novanta, e forse anche prima. Ho in mente itinerari in Stati meno avanzati del nostro per i quali non portai con me alcuna moneta locale né ne cambiai in loco. Solo carte di credito, anche per pagare una bottiglietta d’acqua. Così, con facilità e semplicità.
Da noi, invece, casca il mondo. Si salvi chi può, è il tam tam che corre un po’ ovunque. Ci sono gli anziani che non sanno usare il bancomat. Ci sono quelli che vogliono i soldi in tasca. Quelli che vanno alle Poste a incassare la pensione. Insomma, si abbassa il limite dell’uso del contante e subito lo si rialza, dopo le levate di scudi che arrivano da ogni dove.
Come mai questa avversione verso uno strumento che facilita i pagamenti, è sicuro, non fa correre il rischio di perdere o farsi rubare soldi? Quali i reali motivi? Perché lo stesso professor Monti, uno che di economia ne capisce qualcosina in più di tanti di noi, dovette fare marcia indietro e alzare subito il limite, viste le proteste che lo subissarono? Cosa ci sta dietro?
Diciamoci la verità. Nel Paese dei furbi non vorremo mica farci ingabbiare dalla tracciabilità del bancomat, vero? Non saremo così matti. Già quella tesserina fa sapere dove sono stato, in quanti eravamo a pranzo e in quale ristorante ci siamo fermati. Ci manca solo che faccia pagare le tasse per intero. No, perché poi, se tocca al ristoratore toccherà magari anche a me. Invece, se mi pagano in contanti, forse il furbo posso farlo anch’io.
Pazzesco questo Paese, ammettiamolo. Tutti vorremmo mettere i conti a posto. Almeno un po’, per provare ad avviare un percorso virtuoso. Poi, però, se qualcuno trova uno strumento efficace, assieme alla fattura elettronica giustamente introdotta, allora no, lì non si può intervenire perché qualche scappatoia la vogliamo sempre avere. Il dubbio rimane: cosa ci aspettiamo? La botte piena e la moglie ubriaca parrebbero impossibili assieme. Ma a queste latitudini non si sa mai. Incredibili noi italiani.

(*) direttore “Corriere Cesenate” (Cesena-Sarsina)

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