La città ha bisogno di cura

Non si può fare orecchio da mercante alle crescenti richieste di attenzione nelle scelte che riguardano e toccano la vita e la qualità di vita di tutti i cuneesi. La ripresa autunnale può essere momento proficuo per uno sforzo nuovo di confronto, maggiore informazione, ascolto

L’alberata lungo corso Marconi abbattuta senza nemmeno un pannello di spiegazioni e magari un disegno illustrativo di come sarà la nuova pista ciclabile una volta ripiantati gli alberi. La rete metallica collocata sul muretto al santuario degli Angeli per ragioni di sicurezza dall’effetto estetico incerto. L’isola pedonale sul Viale abolita più volte e senza troppe spiegazioni. Un generale aumento della sporcizia su strade e viali dovuto soprattutto ai cani (o ai loro padroni) senza che ci sia un reale e severo controllo, magari con le giuste sanzioni. Persino fotografie di ratti attivi e indisturbati su piazze e aree verdi centrali.
Sono soltanto alcune delle situazioni di (quasi) normale vita cittadina che un numero crescente di lettori de La Guida ci segnala con atteggiamenti che vanno dallo sdegno alla protesta all’amarezza. E a lamentarsi non sono (o non soltanto) i soliti inossidabili guastatori di professione. Quelli a cui non va mai bene niente. Sono per lo più cittadini “comuni”. Quelli che semplicemente amano la loro città e vogliono vederla pulita e curata sempre e in ogni quartiere. Che chiedono anche di essere ascoltati e magari coinvolti.
Certo, si tratta di questioni di carattere ambientale e di decoro urbanistico che possono apparire minori, rispetto ai grandi interventi che hanno molto migliorato la bellezza e la funzionalità della nostra città rendendola più attrattiva e godibile. Piccole cose, se considerate una per una. Ma nel loro insieme diventano più significative. Dicono di qualcosa che nella macchina comunale e nelle relazioni con i cittadini non funziona come dovrebbe. O come potrebbe.
Lungi da noi l’intento di giudicare chi, spesso con fatica e impegno amministra il bene pubblico. Ma certo non si può fare orecchio da mercante alle crescenti richieste di attenzione nelle scelte che riguardano e toccano la vita e la qualità di vita di tutti i cuneesi.
La ripresa autunnale può essere momento proficuo per uno sforzo nuovo di confronto, maggiore informazione, ascolto. L’esercizio di una democrazia realmente partecipativa è faticosa e impegnativa. Non esimerà da scelte anche impopolari o non condivise da tutti. Ma certo è che una democrazia sana per una convivenza civile, serena e responsabile, ha bisogno che tutti ci si prenda cura della casa comune. Cominciando dalle piccole cose.

(*) direttore “La Guida” (Cuneo)

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