Fare rete

Siamo convinti che occorre creare una nuova cultura della collaborazione nella convinzione che da soli gli obiettivi si allontanano sempre più. Una nuova cultura del “noi” per superare la presunzione dell’“io” verso una dimensione pienamente ed apertamente collaborativa. Occorre fare rete per meglio discernere ed attivare un’azione di formazione che faccia realmente crescere la persona umana

Si aprono le porte delle vacanze per tanti italiani. Anche se la vera vacanza non tutti se la possono permettere, purtroppo, comunque almeno qualche giorno di meritato riposo speriamo che possa essere goduto da tutti.
Ormai anche i portoni delle scuole sono chiusi dal momento che anche gli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo sono stati conclusi. Le fabbriche si preparano per la chiusura estiva, nella speranza di poter ripartire a fine agosto con prospettive lavorative meno grigie. Anche L’Araldo Abruzzese sospende le pubblicazioni con questo numero per riprenderle con il numero 28 che recherà la data di domenica 15 settembre.
Il periodo di vacanza è importante per tutti dal momento che è l’occasione giusta per ritemprare le forze fisiche e psichiche.
Momento di giusto riposo che offre l’occasione propizia per fermarsi a riflettere su noi stessi e su quanto ruota attorno a noi.
La corsa della nostra quotidianità spesso ci impedisce di prendere atto delle problematiche che investono il nostro vissuto e che rischiano di travolgerci in situazioni nuove e complesse.
Il nostro settimanale si pone al servizio della comunità con occhio attento alle realtà che offrono occasioni di crescita.
È vero che la moderna tecnologia mette a nostra disposizione, in tempo reale, ogni forma di informazione, dalla più corretta e vera a quella più scorretta e falsa. La carta stampata resta sempre con la sua importanza in quanto non è volatile ed incontrollata, ma riflettuta e validata da soggetti identificabili con nome e cognome.
Certamente il problema dell’informazione sta alla base di tutta la problematica educativa. Una buona informazione aiuta a crescere, ma se questa non è supportata dall’azione concreta di tutte le agenzie educative il risultato si vanifica.
Siamo convinti che occorre creare una nuova cultura della collaborazione nella convinzione che da soli gli obiettivi si allontanano sempre più. Una nuova cultura del “noi” per superare la presunzione dell’“io” verso una dimensione pienamente ed apertamente collaborativa.
Troppo spesso davanti a problemi di notevole entità si addossano le colpe alla famiglia o alla scuola o alla parrocchia o ad altre agenzie educative, come se questi da soli potessero portare i problemi a soluzione.
La scuola da sola incide quasi nulla sul giovane studente, come la famiglia da sola non può pretendere di assolvere al complesso compito dell’educazione e così anche per la parrocchia, il mondo dello sport, del tempo libero, dei social… occorre camminare dandosi la mano in un continuo progetto collaborativo e cogestito. Occorre fare rete per meglio discernere ed attivare un’azione di formazione che faccia realmente crescere la persona umana.
Tutto ciò è difficile in un mondo individualista, ma non è impossibile. Basta convincersi della necessità di queste strategie ed essere sempre fiduciosi che il cammino fatto insieme conduce alla luce.

(*) direttore “L’Araldo Abruzzese” (Teramo-Atri)

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