Pavia, scelte condivise per il futuro

Il limite più grande che, storicamente, condiziona il nostro territorio è l’incapacità di trovare una sintesi su progetti unitari. Ognuno difende ostinatamente il proprio orticello, senza interessarsi del bene comune dell’intera provincia. Invece servono scelte condivise per il futuro.

Nel tavolo territoriale svoltosi a Pavia lo scorso 1° luglio, Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, ha strigliato i rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo economico e sociale della nostra provincia. “La Regione è pronta a dare il suo contributo – ha assicurato il governatore lombardo –, ma il territorio di Pavia deve fare proposte concrete, indicando le priorità sulle quali intervenire. Oggi noto ancora un certo scollamento, come dimostrano le divisioni registrate su progetti come la Vigevano-Malpensa o l’autostrada Broni-Mortara”. Una bella bacchettata, non c’è che dire. E, aggiungiamo noi, più che meritata. Il limite più grande che, storicamente, condiziona il nostro territorio è l’incapacità di trovare una sintesi su progetti unitari. Ognuno difende ostinatamente il proprio orticello, senza interessarsi del bene comune dell’intera provincia. Strade più veloci per collegare meglio Pavia a Oltrepò e Lomellina? A parole sono tutti d’accordo; ma se poi il tracciato attraversa un comune, ecco che scoppia subito la ribellione di sindaco, comitati locali e associazioni. Rilanciare l’economia locale da troppi anni stagnante? Va benissimo: ma per alcuni bisogna puntare sull’agricoltura, altri sostengono che servono più industrie. Una strategia comune di marketing per lanciare i pregiati vini del nostro Oltrepò sui mercati internazionali? Qui, purtroppo, l’intesa non c’è neppure a livello teorico: è sempre un’estenuante guerra di “tutti contro tutti”. Ma di questo passo non si va da nessuna parte. Servono scelte condivise per il futuro.

(*) direttore “Il Ticino” (Pavia)

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