Rinnovare la Chiesa

Cristus vivit: il Papa chiede ai giovani di aiutare la Chiesa a rinnovarsi e a purificarsi. Speriamo che nessuno voglia analizzare il documento dal punto di vista della propria appartenenza politica, giudicandolo di destra o di sinistra

È uscita l’esortazione apostolica di Papa Francesco “Cristus vivit”, a seguito del Sinodo dei giovani. Le tematiche dell’esortazione partono dall’ascolto dei giovani su problemi che li riguardano, come la disoccupazione, i migranti, la pedofilia, la sessualità. Tutti temi delicati, all’interno dei quali il Papa chiede loro di aiutare la Chiesa a rinnovarsi e a purificarsi. Speriamo che nessuno voglia analizzare il documento dal punto di vista della propria appartenenza politica, giudicandolo di destra o di sinistra.
La Chiesa non è di destra o di sinistra. C’era un simpatico gioco di parole legato ad un documento di Giovanni XXIII. La sua prima enciclica era la “Mater et magistra”. Così si diceva: “Mater et magistra” la Chiesa è di sinistra; oppure “Madre e maestra” la Chiesa è di destra.
Siamo in campagna elettorale, e il rischio è che ci vogliano arruolare da una parte o dall’altra. Per sua natura i due “poteri”, religioso e politico, sono su due piani diversi.
Il fine della Chiesa è di evangelizzare, cioè annunciare il regno di Dio. Il resto è dato in aggiunta. Ciò significa che la Chiesa “annunzia la salvezza, dono grande di Dio, che non solo è liberazione da tutto ciò che opprime l’uomo, ma è soprattutto liberazione dal peccato e dal Maligno, nella gioia di conoscere Dio e di essere conosciuti da lui, di vederlo, di abbandonarsi a lui”. La liberazione dall’oppressione di qualsiasi tipo è “il resto in aggiunta”, strettamente connesso con l’evangelizzazione.
Compito dello Stato, della politica, è la società giusta. Se non è così, si trasforma in una spelonca di ladri, come ci ha ricordato Benedetto XVI. L’opera della Chiesa è di formare le coscienze con il magistero sociale, il cui principio è la dignità della persona. Lo ricorda la “Mater et magistra”: “I singoli esseri umani [sono] il fondamento, il fine e i soggetti di tutte le istituzioni in cui si esprime la vita sociale […]. Da quel principio fondamentale, che tutela la dignità sacra della persona, il magistero della Chiesa ha enucleato […] una dottrina sociale”. Da qui deriviamo i diritti umani, l’uguaglianza, la solidarietà e la sussidiarietà, il bene comune, la pace, lo sviluppo di ogni e di tutto l’uomo. Questi principi, animati dall’amore al prossimo, ci inducono alla famiglia per sé generativa, all’accoglienza sia dei poveri e dei migranti sia dei nascituri e della vita anche in fase finale. Le fazioni politiche si dividono di fronte a questi semplici e fondamentali criteri, che noi continueremo a difendere e proclamare come uniti dal valore della vita umana. Non tirateci più per la giacca!

(*) direttore “Il Momento” (Forlì-Bertinoro)

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