Bambini e anziani, vittime del male del nostro tempo

Siamo favorevoli alla proposta di installare telecamere fisse in case di riposo e asili: potrà essere una limitazione alla privacy, ma almeno rappresenterebbe un deterrente contro certi episodi. Ma il male va estirpato prima di tutto dal vivere quotidiano, limitando il più possibile la litigiosità e l’individualismo che oggi abbruttiscono le nostre esistenze

Anziani picchiati e insultati in case di riposo. Bambini, anche piccolissimi, schiaffeggiati e terrorizzati da maestre in scuole materne e asili nido. Giornali, televisioni, radio e siti riportano quasi ogni giorno queste cronache dell’orrore. Vicende che ogni volta riescono a stupirci e a ferirci, per la violenza dei loro protagonisti negativi e la sofferenza di chi subisce simili soprusi. Bambini e anziani sono (insieme alle donne) le vittime principali del male che inquina il tempo in cui viviamo. E non si tratta, purtroppo, di storie lontane da noi. Quanto è successo all’asilo nido di Varzi e alla struttura di Montebello della Battaglia è la conferma che questa cattiveria infinita si diffonde anche sul nostro territorio, da sempre citato ad esempio per generosità e attenzione verso i più fragili. Prima di esprimere giudizi definitivi occorre, naturalmente, attendere la chiusura delle indagini e gli eventuali processi. Ma già il fatto che siano scattate le denunce, accompagnate da filmati e immagini che non meritano ulteriori commenti, procura profonda inquietudine. Siamo favorevoli alla proposta di installare telecamere fisse in case di riposo e asili: potrà essere una limitazione alla privacy, ma almeno rappresenterebbe un deterrente contro certi episodi. Poi servirebbero approfonditi test psico-attitudinali per le persone che intendono lavorare a contatto con anziani e bambini. Ma il male va estirpato prima di tutto dal vivere quotidiano, limitando il più possibile la litigiosità e l’individualismo che oggi abbruttiscono le nostre esistenze.

(*) direttore “Il Ticino” (Pavia)

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