Mettersi in sintonia

Le ceneri non vanno di moda. Anzi. Va di moda l’esatto contrario, come ha messo in evidenza il vescovo Douglas Regattieri. Allora parlare di Quaresima rischia di fare sorridere. Parlare di Dio, ricordava un altro presule sempre in questi giorni, non accade ormai più nei luoghi pubblici

(Foto Vatican Media/SIR)

Le ceneri e la Quaresima. Due simboli importanti nel cammino del cristiano. Uno, segno di povertà e di piccolezza, “basta poco per disperderla”, ha ricordato il nostro vescovo nell’omelia del 6 marzo scorso, in Cattedrale a Cesena. Ma “essa ci rappresenta: siamo piccoli. Le cose piccole spesso sono nascoste”. E il Vangelo avverte “di non cercare l’apparenza – ha aggiunto monsignor Regattieri – ciò che si vede, ciò che si impone, ciò che è eclatante e quindi grande… ma di cercare il piccolo, il nascondimento, l’oscuramento, il non farsi vedere. È anche questa una logica che non va molto d’accordo con il mondo dove si fa a gara nello spingere per apparire, per imporsi, per dettare legge…”.
Le ceneri non vanno di moda. Anzi. Va di moda l’esatto contrario, come ha messo in evidenza il vescovo. Allora parlare di Quaresima rischia di fare sorridere. Parlare di Dio, ricordava un altro presule sempre in questi giorni, non accade ormai più nei luoghi pubblici. “Tutt’al più a Lui è concesso di essere una presenza privata”, da custodire nel segreto del proprio cuore. Guai a renderla pubblica e a manifestarla.
“Ho scoperto perché Dio sta zitto” era il titolo molto azzeccato di un fortunato libro del santo sacerdote riminese don Oreste Benzi. Dio sta zitto non perché non parli a noi, ma perché siamo noi che non siamo capaci di ascoltarlo. Siamo sempre nel chiasso, diceva senza mezzi termini, immersi nei nostri pensieri, nel nostro daffare quotidiano, nelle nostre piccole preoccupazioni. Non c’è spazio per Dio. Lui parla e noi non siamo capaci di captare la sua voce.
La Quaresima, dicevo all’inizio. Un periodo propizio. Settimane in cui fare un po’ di sano silenzio. Sarebbe bello potersi prendere del tempo per osservare la rinascita della natura. La primavera è in anticipo. La siccità crea già disagi, ma ugualmente potremmo scorgere la mano di Dio in quel che accade attorno a noi. Dovremmo essere capaci di stupirci e dovremmo avere il coraggio di farlo, ogni giorno, al primo risveglio, mai scontato.
Ecco i motivi della nostra campagna “Natura spettacolo” che va avanti ormai da due anni. Il nostro non è buonismo di bassa lega, ma è uno sguardo grato rivolto oltre le stelle che ammiriamo in queste notti ventose. È la commozione di chi si scopre piccolo, come la cenere ci ha ricordato, davanti all’immensità del firmamento, allo sbocciare di un fiore, al mistero di una vita che nasce e di un’altra che muore.
La Quaresima è un tratto di strada da percorrere per riaccorgerci di Dio e della sua presenza. Recuperiamo spazi di silenzio e impariamo ad ascoltare. Tutto parla attorno a noi. È solo questione di lunghezze d’onda.

(*) direttore “Corriere Cesenate” (Cesena-Sarsina)

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