Ambiente: la battaglia di Greta coinvolga i giovani

Che sia una ragazzina, in modo assolutamente pacifico e senza secondi fini, a porre drammaticamente la questione del rispetto dell’ambiente e degli effetti del cambiamento climatico è una provocazione per tutti – soprattutto per gli adulti –, un appello a dare risposte serie e responsabili

Greta Thunberg

Sempre più spesso capita di vedere, sul ciglio delle nostre strade, rifiuti gettati da viaggiatori maleducati. Non si tratta – ahimè – soltanto di pacchetti di sigarette o di bottigliette d’acqua, ma di interi sacchi o sacchetti di immondizie, che durante l’estate vengono poi triturati e sparpagliati sul terreno circostante dai tagliaerba degli addetti alla cura dei bordi stradali. Sempre più numerosi sono anche quelli che scaricano interi sacconi di rifiuti in luoghi nascosti, scelti con cura, lontano da telecamere e da occhi indiscreti: di questi tristi ritrovamenti si ha sempre più frequente notizia (basta dare uno sguardo anche solo superficiale su Facebook).
Non si tratta solo di una percezione soggettiva, ma di un dato di fatto, che viene segnalato anche dai nostri lettori: il fenomeno, con questa estensione e ampiezza, appare nuovo per le nostre zone. Va detto che non è puramente una questione di estetica o di galateo: gettare i rifiuti lungo le strade non solo abbrutisce il nostro territorio, già abbastanza devastato da cemento e capannoni, ma anche danneggia l’ambiente e, alla fine, l’uomo. Il materiale gettato lungo le strade, e poi finemente sminuzzato, finisce prima nei fossi, quindi nei fiumi e poi nel mare: entra nella catena alimentare, grazie ai pesci o ad altri animali che involontariamente se ne cibano, e in conclusione termina sulle nostre tavole. Insomma, ci facciamo male da soli. Come mai si sta diffondendo questo tipo di comportamento?
Credo sia presto detto: ci si sbarazza così dei propri rifiuti per pigrizia, per maleducazione, per mancanza di estetica e di gusto del bello, certo, ma soprattutto per evitare di pagare il costo del “porta a porta” o di qualsiasi altro genere di raccolta differenziata. Evitare di pagare, farla franca, fare i furbetti: ecco il movente! Insomma, siamo alle solite: “Faccio i miei interessi e chi se ne importa della collettività!”. Ora, si potranno fare delle considerazioni, anche legittime, sulla raccolta dei rifiuti: potrà essere migliorata per renderla più agevole ed efficace, si potranno abbassare i costi… Resta il fatto che questo comportamento è pessimo e svela i difetti di un passaggio d’epoca – quello attuale – che è caratterizzato in modo sempre più preoccupante dal disinteresse per la comunità civile e per l’ambiente. Tutto questo è espressione di una proterva miopia, di chi pensa solo a sé o – al massimo – pensa all’ordine e alla pulizia della propria casa, del proprio giardino o del proprio campo… ma a nulla di più.
Non mancano, però, le voci di chi richiama tutti ad un maggiore senso di responsabilità. Nel discorso tenuto a Belluno lo scorso 12 marzo, in occasione della cerimonia commemorativa dell’alluvione dell’ottobre 2018, il Presidente Mattarella senza mezzi termini ha detto: “Limitarsi a evocare la straordinarietà di fatti, che si affacciano prepotentemente [come la tempesta Vaia, ndr], per giustificare una visione e progetti di più lungo periodo, è un incauto esercizio da sprovveduti… Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello planetario”. E non si può che guardare con una certa simpatia – e anche con tenerezza – Greta Thunberg, la giovanissima svedese che da mesi sta portando avanti ogni venerdì “lo sciopero scolastico”, per sensibilizzare il governo del suo Paese (ma anche i governi degli altri Stati) sui temi del rispetto dell’ambiente e degli effetti del cambiamento climatico. Forse si potrà eccepire sul metodo: perché fare sciopero e perché farlo proprio a scuola? Sappiamo quanto alcuni studenti – quelli svogliati e pigri – sarebbero pronti a cavalcare questa protesta più per bighellonare che per cambiare il mondo! Tuttavia la battaglia di Greta, che sta incontrando una crescente accoglienza proprio in molti coetanei (anche delle nostre scuole), ha senso ed è quanto mai urgente.
Nel dicembre scorso, ai potenti della terra riuniti a Katowice, in Polonia, per la Conferenza sul Clima (Cop 24), Greta aveva detto: “Dite di amare i vostri figli più di ogni altra cosa, invece rubate il loro futuro proprio davanti ai loro occhi…”. Che sia una ragazzina, in modo assolutamente pacifico e senza secondi fini, a porre drammaticamente la questione è una provocazione per tutti – soprattutto per gli adulti –, un appello a dare risposte serie e responsabili: a cominciare dai gesti molto semplici e quotidiani, come quello di trattare in modo corretto i rifiuti di casa.

(*) direttore “L’Azione” (Vittorio Veneto)

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