Lo scaricabarile

Non è certo “colpa della luna” se qualcuno pensa di vivere il Carnevale, non tanto - ben venga - quello allegro e spensierato di alcuni giorni, ma tutti i giorni

Sarà anche “colpa della luna” – magari in parte anche e proprio l’acqua alta in laguna… – ma tante altre cose, di vario genere e in vari campi, ce le cerchiamo proprio noi! Il tema scelto quest’anno per il famoso Carnevale di Venezia, dedicato ai 50 anni dallo sbarco sul poetico, anche se ormai un po’ meno misterioso, satellite della Terra che illumina le nostre notti, in qualche modo, pur nella sua simpatica suggestività, sembra avallare una tendenza diffusa a scaricare su “altro” l’andamento delle vicende umane. Ma, per quanto ci sia dell’imponderabile e per quanto si possano cumulare cause ed effetti incontrollabili, una buona parte della nostra vita è legata strettamente alla responsabilità nostra – di cui dobbiamo rendere conto – o altrui – da cui dobbiamo stare bene in guardia. È il caso, oltre che degli eventi quotidiani – che tutti sperimentiamo e di cui a volte possiamo rallegrarci, altre volte dobbiamo rammaricarci -, anche della situazione politica ed economica che ci assilla particolarmente in questo periodo. Se qualcuno, ad esempio, ha da lamentarsi sul percorso seguito dal governo nazionale, deve ricordare che il voto alle due forze ora coalizzate è stato dato esattamente da buona parte del popolo italiano… Se, come titolavamo nel numero scorso, l’andamento politico assomiglia un po’ ad una carnevalata, la responsabilità va equamente condivisa tra maggioranza, opposizione e… popolazione. L’ultima trovata – quella cioè dei delegati ufficiali in Parlamento che a loro volta delegano ad una esigua “base” pentastellata la decisione su un quesito cruciale che essi erano chiamati a sciogliere (l’autorizzazione a procedere contro Salvini) – la dice lunga sulla tecnica dello scaricabarile, caratteristica di una politica deteriore ma anche di un atteggiamento quotidiano in vari campi. Ora le patate bollenti, per il cammino accidentato dell’attuale maggioranza, contraddittoria e strabica in sé fin dalla sua nascita, sembrano soprattutto due: la Tav (“alta velocità”…) e la questione “autonomia delle Regioni”.

In attesa che le cose si chiariscano sul primo tema, con tutti i distinguo del caso e con le strategie dilatorie già sperimentate, è opportuno per noi fare chiarezza subito sul secondo, anche in seguito alla comprensibile levata di scudi da parte di alcune istanze non solo meridionali, timorose di un’ulteriore spaccatura e divaricazione tra Nord e Sud del Paese. La questione non è di poco conto e richiede il massimo della prudenza per evitare di generare un male da un bene. Torna in campo, tuttavia, proprio il tema della “responsabilità”, come sottolineato da politici e giuristi favorevoli all’autonomia, ai quali è difficile dare torto, constatando l’andamento della vita nazionale degli ultimi decenni. Appurato e assodato che non devono essere sottratte le risorse necessarie ad ogni regione – cioè ad ogni comunità e ad ogni persona del Paese – va ribadito che ogni Regione deve assumersi interamente le proprie responsabilità sulla gestione di quella parte di risorse attribuitele per la sua parte di competenza in una visione costituzionale di autonomia che è già di fatto differenziata (pensiamo, ad esempio, alle regioni a statuto speciale). Il punto, credo, è proprio qui. E non è certo “colpa della luna” se qualcuno pensa di vivere il Carnevale, non tanto – ben venga – quello allegro e spensierato di alcuni giorni, ma tutti i giorni.

(*) direttore “Nuova Scintilla” (Chioggia)

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