Il vento di Panama

La 34ª Giornata mondiale della gioventù lascia un carico di energia grande, esplosiva. Rivoluzionaria, forse. Non è il ricordo di un evento emozionante, ma molto di più e molto oltre. Richiede un impegno. Una conversione. Da parte dei giovani, ma anche a quel mondo adulto che guarda giudicante senza mai mettersi in gioco. Senza mai lasciare spazio

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Ancora una volta Papa Francesco ha parlato al cuore dei giovani e insieme a loro al giovane che c’è dentro ad ognuno di noi. Diretto, sincero, amico, ma non “piacione”, vicino come pochi altri sanno fare. La Gmg di Panama per chi ha partecipato (anche a distanza) lascia un carico di energia grande, esplosiva. Rivoluzionaria, forse. Non è il ricordo di un evento emozionante, ma molto di più e molto oltre. Richiede un impegno. Una conversione. Da parte dei giovani, ma anche a quel mondo adulto che guarda giudicante senza mai mettersi in gioco. Senza mai lasciare spazio. “Voi non siete il futuro, ma il presente…” ha detto Bergoglio a significare che il futuro inizia adesso, in questo momento. È la dimensione del presente, quella in cui seminare e coltivare le speranze e i sogni. Pensare al futuro come un mondo che verrà rischia di deresponsabilizzarci, diventare un alibi.

Il Papa che arriva dalla fine del mondo, forse proprio grazie alle sue origini, riesce a parlare a tutti. Va all’essenziale di ognuno. Strizza l’occhio al vocabolario moderno (Maria diventa influencer), ma riempie di significato le parole, le fa vivere. La Gmg è uno degli esperimenti più riusciti di “cultura dell’incontro”, che si contrappone alla “globalizzazione dell’indifferenza”, dove siamo tutti iper-connessi e virtualmente vicini a chi è lontano migliaia di chilometri, ma realmente lontani da chi abbiamo di fronte. È confortante il vento di speranza che arriva da Panama… la speranza che arriva dai giovani. Soprattutto in questi tempi così freddi.

(*) direttore “La Fedeltà” (Fossano)

Altri articoli in Territori

Territori