Bomba in pizzeria a Napoli. Sorbillo (proprietario): “Sono desolato, ma non mi arrendo”. La società civile: “Si vuole colpire immagine positiva della città”

Nella notte, nel centro antico del capoluogo partenopeo, è esplosa una bomba davanti all'ingresso della pizzeria di Gino Sorbillo, personaggio noto per il suo impegno sociale e i suoi passaggi in tv, oltre che per la sua pizza di qualità. L'uomo, che ha già subito cinque anni fa un incendio della pizzeria, ha ricevuto la solidarietà di politici, colleghi, società civile. Domani, in occasione della Giornata mondiale del pizzaiolo, una manifestazione davanti alla pizzeria devastata

Una bomba è esplosa stanotte, nel centro storico di Napoli, in via dei Tribunali, davanti all’ingresso della pizzeria di Gino Sorbillo, noto anche per le sue attività sociali e per la sua presenza in trasmissioni televisive. Sorbillo stesso ha avvisato, attraverso la sua pagina Facebook, di quanto era successo, postando anche una foto in cui annuncia che la sua pizzeria è chiusa per “bomba”, ma che presto sarà riaperta. Moltissimi i messaggi di solidarietà, dal mondo politico a quello di famosi chef e colleghi di Sorbillo e ai vecchi amici. Anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha annunciato che entro 48 ore sarà a Napoli.

“Desolato, non mi arrendo”. “Sono desolato per la bomba in pizzeria. E con me sono scosse tutta la città e l’Italia intera”, commenta al Sir Gino Sorbillo, per il quale quanto è accaduto è un incubo: “Sembra di essere tornati alla stagione delle bombe, per di più nel centro antico di Napoli, sempre affollato di studenti e di tanta gente semplice”.

“La mia pizzeria è il simbolo della rinascita del centro antico della città,

che lavora e attira turismo, insomma l’immagine positiva di Napoli – aggiunge -. Io sono a via dei Tribunali da 24 anni, ma la nostra pizzeria di famiglia ha cento anni di storia, sono stato nell’Arma dei carabinieri e ho sempre aiutato ragazzi a rischio mostrando loro come attraverso la pizza ci si può salvare. Perciò, considero questa bomba una vigliaccata da parte di chi mi ha attaccato per dare segnali ad altri esercenti e commercianti, come a dire: ‘Abbiamo colpito Sorbillo, ora mettiamo bombe anche a voi'”. Era nell’aria un fatto del genere? “Assolutamente no – risponde Sorbillo -: io sono sempre attento a monitorare quello che mi gira intorno, anche per la mia esperienza nelle forze dell’ordine, e so di essere sempre tenuto d’occhio, ma non avevo ricevuto minacce”. I danni subiti dal locale “ammontano ad alcune migliaia di euro, ma è grande il danno morale”. Gino ricorda anche “l’incendio di cinque anni fa, con le foto dei miei nonni distrutte. Fu un dolore: non era per il valore economico, ma per il valore affettivo di quelle foto. Ma io non mi sono arreso e ho ricominciato, portando avanti anche tante iniziative sociali. Ora è arrivata la bomba: cosa mi devo ancora aspettare?”. La desolazione, comunque, non ferma Sorbillo: “Con questo atto mi hanno fatto capire che sto facendo bene.

Non mi arrendo”.

Proprio il 17 gennaio si celebra la Giornata mondiale del pizzaiolo: “Domani, alle 16 – ci anticipa Gino -, i pizzaioli delle due associazioni napoletane si raduneranno davanti al mio locale in via dei Tribunali vandalizzato dalla bomba per dire che siamo tutti uniti”. Sorbillo intende riaprire la pizzeria tra qualche giorno, forte anche della solidarietà di tanti: “Dal sindaco al questore, da giornalisti a colleghi di tutta Italia, anche loro impegnati nel sociale come me. Non mi sono sentito solo”.

Macostume diffuso. “A Napoli il livello di disumanizzazione non è mai diminuito: camorra o non camorra, c’è una fetta della popolazione – che purtroppo non è poca – che rispetto a ciò che è ritenuto bello, eccellente e importante fa di tutto per vanificarlo e deturparlo. È un malcostume che si è molto insinuato, soprattutto tra i giovani”, denuncia don Tonino Palmese, vicario episcopale del settore carità e giustizia della diocesi di Napoli. “Provoca dolore, dispiace vedere che qualcosa di bello e buono, come l’attività di Sorbillo, deve essere per forza deturpato – prosegue don Palmese -. Proprio stamattina sono andato a rimettere la lapide, vandalizzata, di un giovane, Luigi Sica, vittima innocente della criminalità. È la terza volta che rimettiamo la lapide”. Il vicario episcopale insiste: “Ci sono come

un malcostume diffuso e una sorta di impunità sul territorio,

perché sanno che c’è poca gente che li osserva, sia tra quelli che dovrebbero farlo per mestiere, sia tra i cittadini che andrebbero coinvolti nella denuncia”. Allora, secondo don Tonino, “non c’è soluzione se non nella capacità di tutti di fare la loro parte: tutti la facciamo, ma non la facciamo abbastanza bene”.

Otto bombe. “Siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo nel centro storico di Napoli, diventato, ormai, luogo di turismo e di produzioni economiche di peso: la bomba davanti alla pizzeria di Gino Sorbillo, al quale esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà, non è il primo atto intimidatorio, anche se questo è il più eclatante e sembra voler dare un segnale alla città intera”, afferma Fabio Giuliani, referente di Libera per la Campania. Libera, insieme ad altre sigle, è impegnata a organizzare, per sabato 19 gennaio, una manifestazione contro le bombe esplose nel comune di Afragola, vicino Napoli, otto in meno di un mese. “L’attentato orribile e odioso contro Sorbillo – prosegue Giuliani – cade in un momento delicato per tutto il territorio. Oltre alle bombe ad Afragola, siamo anche al terzo atto intimidatorio nel centro storico di Napoli in pochi giorni: negli altri casi si è trattato di proiettili esplosi contro le saracinesche di negozi. La bomba contro Sorbillo vuol dire colpire un simbolo e anche un modo di porsi di Napoli davanti al mondo. Sorbillo, infatti, è l’espressione di un’economia sana, tradizionale ma con uno sguardo verso il futuro dell’intera città. Aver colpito lui è doloroso per tutti i cittadini onesti “. Per Giuliani, “il rischio è che dietro questi atti vandalici, come i proiettili esplosi o, peggio, la bomba, ci siano degli interessi criminali”. La risposta deve venire da tutta la città: “Già domani abbiamo in mente di promuovere una manifestazione a sostegno di Gino Sorbillo e di una città che è stanca di intimidazioni, violenze e soprusi, come sabato saremo in piazza ad Afragola, insieme anche alle scuole, per dire che la città non appartiene a chi mette le bombe ma ai cittadini afragolesi”.

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