A Pavia la caserma si trasforma in chiostro dove costruire ponti per unire le persone

L’iniziativa di far nascere il “Piccolo chiostro san Mauro” è stata un’idea ispirata alla solidarietà e all’attenzione per gli ultimi, condivisa da tutta la comunità parrocchiale del Ss. Salvatore. Un’idea che nasce grazie all’azione di sacerdoti lungimiranti come don Giuseppe Borgna, don Giuseppe Ubicini, mons. Giuseppe Torchio, don Enzo Boschetti e don Franco Tassone. Il progetto è stato portato avanti con tenacia dal consiglio pastorale parrocchiale e da quello degli affari parrocchiali della parrocchia

L’ex caserma, dove per decenni i militari del Genio hanno costruito ponti per attraversare fiumi, diviene “piccolo chiostro” dove si costruiranno ponti per unire le persone. È quanto accade a Pavia dove domenica prossima, 13 gennaio, in occasione della festa di san Mauro. Al termine della messa, celebrata alle 10.30 nella basilica del Ss. Salvatore dal vescovo Corrado Sanguineti, l’ex caserma Rossani verrà intitolata al “Piccolo chiostro san Mauro”. Uno spazio che per molti anni è stato sede di attività militari (spesso con finalità civili), diventa ora teatro di iniziative sociali e culturali.

“Trasformeranno le loro lance in falci”. A raccontare il progetto dalle colonne del settimanale “Il Ticino” è il parroco, don Franco Tassone. “È un progetto che si ispira alla Parola di Isaia: trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro e le loro lance in falci”. L’iniziativa di far nascere il “Piccolo chiostro san Mauro” è stata un’idea ispirata alla solidarietà e all’attenzione per gli ultimi, condivisa da tutta la comunità parrocchiale del Ss. Salvatore. Un’idea che nasce grazie all’azione di sacerdoti lungimiranti come don Giuseppe Borgna, don Giuseppe Ubicini, mons. Giuseppe Torchio, don Enzo Boschetti e don Franco Tassone. Il progetto è stato portato avanti con tenacia dal consiglio pastorale parrocchiale e da quello degli affari parrocchiali della parrocchia.

A primavera l’avvio dei lavori di ristrutturazione. Dopo l’intitolazione ufficiale di domenica prossima, sarà pubblicato il bando per la scelta dell’impresa alla quale saranno affidati i lavori. Un iter che si prevede possa concludersi nel giro di poche settimane.

L’apertura del cantiere è in programma per l’inizio della primavera e l’intervento di ristrutturazione dei locali sarà completato nel giro di un anno.

L’appalto per la realizzazione del “Piccolo chiostro” sarà assegnato ad una ditta che, oltre ad aver fornito le necessarie garanzie tecniche ed economiche, sarà lavorare nel rispetto di un luogo che ha una lunga storia e che si appresta a diventare un centro capace di svolgere attività e servizi in sintonia con il messaggio del vangelo.

Un aiuto concreto a quanti vivono ai margini della società. Il “Piccolo chiostro” intende offrire aiuto a quanti oggi, non disponendo di un tetto, dormono nell’ex Arsenale di Pavia, a quanti ogni sera varcano la soglia della Mensa del fratello per trovare un pasto caldo e parole che restituiscano loro la dignità di persone, a quanti per vestirsi si rivolgono all’Armadio del fratello e a chi ha bisogno di parlare e oggi bussa alla porta dei centri di ascolto. Ma non solo. Il “Piccolo chiostro” punta ad essere anche un luogo di iniziative culturali, con uno spazio privilegiato per i restauri artistici.

Da monastero a caserma. La caserma Rossani è un luogo simbolico per la città di Pavia. La sua storia sarà raccontata da una mostra che sarà allestita in occasione della festa di san Mauro. Attraverso una serie di immagini saranno raccontate le vicende della caserma, così come di Luigi Federico Menabrea e di Mario Rossani, a cui la caserma è dedicata.

L’edificio, che in origine ospitava il monastero benedettino del S. Salvatore, soppresso nel 1786 da Giuseppe II, venne trasformato in caserma.

Dal 1826 al 1852 i locali sono utilizzati come collegio di studi classici. Nel 1860 il 9° Reggimento artiglieri pontieri (Rgt) prende ufficialmente possesso del monastero e dell’adiacente chiesa. L’occupazione della chiesa da parte dell’autorità militare durò fino al 1900. Dal 1860 quello che un tempo era il convento dei benedettini e la chiesa vengono trasformati in magazzini dove accantonare materiali militari. È il 1° luglio 1865 quando il 9° Reggimento artiglieria prende il nome di 1° Reggimento artiglieria (pontieri) e la caserma e la caserma il nome di san Mauro. Siamo agli inizi del Novecento quando la caserma san Mauro viene ribattezzata “Caserma Federico Menavrea”, in onore del ministro della guerra e generale del Genio (morto nel 1896). Nel 1932 assume la denominazione definitiva di “Caserma Mario Rossani”, maggiore del Genio e medaglia d’oro della prima guerra mondiale.

Uno speciale alzabandiera. Domenica prossima, alle 11.30, dopo la messa che il vescovo di Pavia presiederà nella basilica del Ss. Salvatore, vi sarà fuori dalla chiesa l’alzabandiera, con il tricolore italiano e il vessillo del Vaticano, l’inno della fanfara dei bersaglieri e l’intitolazione dell’ex caserma Rossani al “Piccolo chiostro san Mauro”, con la benedizione di mons. Corrado Sanguineti. Lunedì 14 gennaio, secondo un’antica tradizione che risale al 1750, è prevista per tutto il giorno la benedizione degli indumenti e gli alunni della 5a B della scuola primaria “Maestri” metteranno inscena, al teatro “Volta” di Pavia lo spettacolo “Dudu: Dichiarazione universale del diritti umani”. Giornata conclusiva della festa di s. Mauro sarà martedì 15 gennaio, quando, in serata, nella basilica del Ss. Salvatore (ore 21), il giornalista Giorgio Boatti terrà un incontro dal titolo “Monasteri e spaesati dintorni: ieri, oggi, domani”.

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