Artigiani della pace

"Offrire la pace è al cuore della missione dei discepoli di Cristo”. Papa Francesco, con queste parole apre il suo messaggio per la celebrazione della 52ª Giornata mondiale della pace e riporta il brano di Luca dove Gesù manda in missione i discepoli dicendo loro: “In qualunque casa entrate, prima dite: Pace a questa casa!”. Un augurio per una pace che va costruita mattone per mattone, con il coinvolgimento di tutti, nessuno escluso. Tutto ciò a partire da una “buona politica”

foto SIR/Marco Calvarese

“Offrire la pace è al cuore della missione dei discepoli di Cristo”. Papa Francesco, con queste parole apre il suo messaggio per la celebrazione della 52ª Giornata mondiale della pace e riporta il brano di Luca dove Gesù manda in missione i discepoli dicendo loro: “In qualunque casa entrate, prima dite: Pace a questa casa!”. Un augurio per una pace che va costruita mattone per mattone, con il coinvolgimento di tutti, nessuno escluso. Tutto ciò a partire da una “buona politica”, quella politica “…vissuta come servizio alla collettività umana”.
Con molta chiarezza Papa Francesco sottolinea la necessità di “prendere sul serio la politica nei suoi diversi livelli” e questo “significa – continua il Papa – affermare il dovere dell’uomo, di ogni uomo, di riconoscere la realtà concreta e il valore della libertà di scelta che gli è offerta per cercare di realizzare insieme il bene della città, della nazione, dell’umanità”. La buona politica è una “forma eminente di carità”, carità alla quale “ogni cristiano è chiamato”. Papa Francesco aggiunge : “Quando la carità lo anima, l’impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell’impegno soltanto secolare e politico”. Nessun cristiano, dunque può dirsi esonerato dall’impegno a costruire la buona politica al fine anche di correggere tutte le sue distorsioni. Il Papa pubblicamente dichiara che nella politica di oggi “non mancano i vizi”, e ne elenca i principali: “La corruzione – nelle sue molteplici forme di appropriazione indebita dei beni pubblici o di strumentalizzazione delle persone -, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto arbitrario della ‘ragion di Stato’, la tendenza a perpetuarsi nel potere, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione del profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio”. Papa Francesco sottolinea ancora un grosso limite della politica attuale che crea clima di sfiducia allontanando particolarmente i giovani: “viviamo in questi tempi in un clima di sfiducia che si radica nella paura dell’altro e dell’estraneo, nell’ansia di perdere i propri vantaggi, e si manifesta purtroppo anche a livello politico, attraverso atteggiamenti di chiusura o nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo ha tanto bisogno”. E poi aggiunge: “Oggi più che mai, le nostre società necessitano di artigiani della pace”.
La pace deve essere anche e soprattutto assenza di guerra. Purtroppo, a distanza di cento anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale, “oggi più di ieri conosciamo il terribile insegnamento delle guerre fratricide”, ed ancor più grave quando a pagare sono anche i bambini: “Nel mondo, un bambino su sei è colpito dalla violenza della guerra o dalle sue conseguenze, quando non è arruolato per diventare egli stesso soldato o ostaggio dei gruppi armati”. Nella parte conclusiva del messaggio Papa Francesco parla di un “grande progetto di pace” facendo riferimento alla celebrazione del settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo: “La pace – dice il Pontefice – è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza degli esseri umani …è una conversione del cuore e dell’anima, ed è facile riconoscere tre dimensioni indissociabili di questa pace interiore e comunitaria: la pace con se stessi … la pace con l’altro … la pace con il creato …”.

(*) direttore “L’Araldo Abruzzese” (Teramo-Atri)

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