Poveri ragazzi, poveri assassini!

Morti ed assassini (incoscienti = senza coscienza) in questo caso sono o non sono vittime del nuovo contesto socio-economico?

Corinaldo è tornato alla cronaca per la tragedia accaduta alla “Lanterna azzurra”, dove una folla di giovani e ragazzini si sono assemblati, pare oltre il possibile, per passare la vigilia dell’Immacolata per assistere alle performance di un famoso rapper. A vedere le immagini di alcuni suoi concerti, a leggere i testi delle sue canzoni direi che qualcuno ha perso la lanterna. Molti lì per divertirsi, alcuni già sballati e armati di spray urticanti per essere alla moda, con la deliberata coscienza di creare fastidio e forse panico. I fatti della piazza di Torino non hanno insegnato nulla a chi si trasforma, quando è in branco, quando è sballato in un potenziale assassino.

Ma Corinaldo è anche il luogo dove è nata Maria Goretti, la santa della purezza, uccisa perché non volle cedere alle lusinghe e alle richieste del noto Serenelli. La sua vicenda, che si guadagnò anche la stima di Berlinguer, fu analizzata con spietata crudezza da Giordano Bruno Guerri nel suo libro “povera santa, povero assassino!”. La sua tesi era che la Goretti, prima di essere vittima del suo assassino, era stata insieme a lui, vittima della miseria, del contesto socio-economico che l’aveva prodotta. Il libro fece scalpore, spinse il Vaticano ad istituire una commissione per ribattere punto per punto le sue tesi.

Ora perché Guerri non fa una sua analisi su queste morti, su questa terribile e dolorosa vicenda. Morti ed assassini (incoscienti = senza coscienza) in questo caso sono o non sono vittime del nuovo contesto socio-economico? Sono o non sono vittime di chi erige a idoli alcuni “discutibili” rapper e di distratte famiglie che non parlano più ai ragazzi di quegli ‘antiquati valori’ dai quali voleva liberare i giovani il caro Giordano Bruno Guerri?

(*) direttore “Parola di Vita” (Cosenza-Bisignano)

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