Fatti di terra e di Cielo

Passando per le chiese e i cimiteri, in questi giorni, possiamo rinnovare la nostra riflessione non solo sulle verità ultime, quanto sulla freschezza dell’origine divina, di quelle tracce di inizio, di quelle mani del Creatore che ha impastato la terra con il Cielo. Ne è venuta fuori un’immagine bellissima il cui prototipo è proprio Lui, il più bello tra i figli dell’Uomo. Anche Lui impastato di terra e di Cielo.

I prossimi giorni, nei quali la Chiesa celebra i santi e commemora i defunti, saranno caratterizzati da due elementi: terra e cielo. Sono elementi fisici ma soprattutto metafisici, perché rimandano all’Oltre della realtà umano-divina, rimandano al Creatore e alle creature, rimandano al tempo ma anche all’eterno.
Cielo e terra si impastano per scelta divina; il primo riceve il secondo in un misterioso scambio nel quale l’uomo diventa il protagonista.
Il Cielo, popolato di santi, narra l’iniziativa di Dio che richiama l’uomo alla comunione con Lui. Richiama a sé quell’uomo fatto di carne, impastato con la polvere del suolo nel quale il soffio di Dio è la nostalgia della sorgente dalla quale egli proviene.
Ma c’è anche una terra “grembo che riceve” quel corpo che di essa ne porta la sostanza fondamentale, fragile e molle, nobilitata dalle tracce divine ma fino a darle vita piena.
Passando per le chiese e i cimiteri, in questi giorni, possiamo così rinnovare la nostra riflessione non solo sulle verità ultime, quanto sulla freschezza dell’origine divina, di quelle tracce di inizio, di quelle mani del Creatore che ha impastato la terra con il Cielo.
Ne è venuta fuori un’immagine bellissima il cui prototipo è proprio Lui, il più bello tra i figli dell’Uomo. Anche Lui impastato di terra e di Cielo.

(*) direttore “Parola di Vita” (Cosenza-Bisignano)

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