“Prendi su di te i sogni degli anziani e portali avanti!”

Colpisce l’insistenza del Papa nel voler far dialogare tra loro le generazioni e porre in dialogo i giovani con gli anziani, propiziando iniziative che portano a “condividere la saggezza del tempo”. Non è tanto una questione biografica – anche il Papa in un certo senso appartiene alla generazione dei “nonni” –, ma un suggerimento saggio che si basa su diverse ragioni di buon senso. In questi giorni si sta ultimando il documento finale che sarà consegnato ufficialmente al Papa. Ci aspettiamo che dal Sinodo arrivino impulsi e strumenti che favoriscano l’incontro tra questi due importanti periodi della vita – la gioventù e l’anzianità –, per contribuire alla costruzione di una società più coesa e più solidale

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Ringrazio di tutte queste domande e di questa vostra riflessione, che mi ha fatto parlare un po’ troppo”. Si è conclusa con queste parole di Papa Francesco la “conversazione intergenerazionale” – questo è davvero il nome dell’incontro – che si è tenuta a Roma, presso l’Istituto Patristico “Augustinianum”, nel contesto degli eventi del Sinodo sui giovani, ormai verso il termine. E in effetti è stato un incontro piuttosto lungo e impegnativo, nel quale il Papa ha parlato per più di un’ora, mettendosi in dialogo e rispondendo a sei interventi di giovani e anziani, che gli hanno posto delle domande. Colpisce l’insistenza del Papa nel voler far dialogare tra loro le generazioni e porre in dialogo i giovani con gli anziani, propiziando iniziative che portano a “condividere la saggezza del tempo”. Si tratta di un aspetto ricorrente nei suoi discorsi e nei suoi interventi, nei quali più volte invita i giovani a dialogare e a mettersi in ascolto proprio dei nonni. Non è tanto una questione biografica – anche il Papa in un certo senso appartiene alla generazione dei “nonni” –, ma un suggerimento saggio che si basa su diverse ragioni di buon senso. Una di esse è stata richiamata dallo stesso Papa che rivolgendosi ai coniugi Tony e Grace Naudi, sposati da 43 anni e volontari nella loro chiesa di Malta, ha riconosciuto il ruolo dei nonni nella trasmissione della fede ai nipoti. A loro ha consigliato di introdurre alla fede nel “dialetto familiare” e con la tenerezza.
Ed ha ricordato come i nonni, nei momenti più difficili della storia dello scorso secolo, abbiano battezzato i nipoti in segreto e insegnato loro a pregare. Ma forse ci sono anche altre motivazioni che stanno alla base di questa insistenza di papa Francesco e affondano la loro ragion d’essere nelle dinamiche che contraddistinguono il tempo in cui viviamo. La società d’oggi, infatti, sembra emarginare chi non è più giovane e prestante, con la conseguenza di tagliarlo fuori dai complicati meccanismi del vivere moderno. L’esito è che una voce importante come quella degli anziani rischia di non essere ascoltata e il loro contributo di saggezza e di comprensione della realtà rischia di andare perduto. Da qui l’urgenza di trovare spazi e occasioni per permettere loro di parlare e raccontare, per fare affiorare la memoria del passato, senza la quale non è possibile sognare e pensare alcun futuro. Alla domanda di Rosemary Lane, trentenne statunitense, che ha chiesto come “costruire un futuro all’altezza dei sogni”, il Papa ha risposto: “Incomincia a sognare… Sfacciatamente e senza vergogna!”. E poi ha invitato lei e tutti i giovani a prendere sulle loro spalle i sogni degli anziani: “Loro, nei sogni, ti diranno anche cosa hanno fatto nella vita; ti racconteranno gli sbagli, i fallimenti, i successi. Ti diranno: Questo… Prendi quello. Prendi tutta quell’esperienza di vita e tu vai avanti – questo è il punto di partenza… Prendi su di te i sogni degli anziani e portali avanti. Questo ti farà maturare”. L’immagine del Papa è presa da un’icona di Bose, intitolata “comunione”, dove è rappresentato un monaco giovane che porta sulle spalle un monaco anziano. L’immagine è bella e molto evocativa e sta a dire che tu, giovane, puoi sognare cioè puoi pensare al futuro e puoi costruire qualcosa di solido che sfida il tempo, soltanto se ti poni in continuità con le intuizioni migliori di quelli che ti hanno preceduto. I lavori sul Sinodo dei giovani si chiuderanno domenica 28 ottobre con la solenne messa nella Basilica Vaticana. In questi giorni si sta ultimando il documento finale che sarà consegnato ufficialmente al Papa. Ci aspettiamo che dal Sinodo arrivino impulsi e strumenti che favoriscano l’incontro tra questi due importanti periodi della vita – la gioventù e l’anzianità –, per contribuire alla costruzione di una società più coesa e più solidale.

(*) direttore “L’Azione” (Vittorio Veneto)

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