Gestire l’accoglienza

In Italia, non riempita di immigrati, ci sono circa 500mila irregolari, in gran parte badanti dall’Est Europa, mentre i regolari sono 5,5 milioni, di cui oltre la metà lavora e paga le tasse. Fra tutti, non raggiungono il 10%; i regolari sono il 7%. La loro presenza è però percepita al 24%, a causa dei continui allarmi e di notizie enfatizzate di sbarchi di qualche centinaio di persone. Nessuno ha riempito né vuole riempire l’Italia di immigrati. L’accusa giusta sarebbe quella di aver mal gestito il flusso dei rifugiati, trattenuti troppo a lungo per il riconoscimento, affidati per lo più ai prefetti e, spesso, riuniti in gruppi numerosi presso strutture di piccole località

Riace è un Comune di poco più di duemila abitanti, vicino a Reggio Calabria, fino ad ora noto soprattutto per i due bronzi, i due guerrieri ritrovati nel fondo del mare prospiciente.
Ultimamente è entrato nella cronaca nazionale per un fatto ormai noto, che ha suscitato un certo dibattito. Il sindaco, con una condotta perlomeno spregiudicata, ha cercato di mettere in sicurezza alcune donne straniere facendo contrarre matrimoni di comodo (due mi pare) con anziani del posto. In più, ha consentito a due cooperative, prive di requisiti, di svolgere la raccolta rifiuti. Altri reati ipotizzati sono stati esclusi. Salvini ha twittato: “Chissà cosa diranno i buonisti, che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati!”.
Vorrei dichiarare che non ce l’ho con questo simpatico ed esuberante ministro dell’interno. A volte i suoi interventi sono, però, troppo provocatori perché non se ne parli. In Italia, non riempita di immigrati, ci sono circa 500mila irregolari, in gran parte badanti dall’Est Europa. Espellerle farebbe perdere voti in assenza di altre misure welfare a sostegno delle famiglie. I regolari sono 5,5 milioni, di cui oltre la metà lavora e paga le tasse; il 14% è composto da disoccupati, mentre il 2% è pensionato. Gli altri sono mogli e minori. Fra tutti, non raggiungono il 10%; i regolari sono il 7%. La loro presenza è però percepita al 24%, a causa dei continui allarmi e di notizie enfatizzate di sbarchi di qualche centinaio di persone. Nessuno ha riempito né vuole riempire l’Italia di immigrati. L’accusa giusta sarebbe quella di aver mal gestito il flusso dei rifugiati, trattenuti troppo a lungo per il riconoscimento, affidati per lo più ai prefetti e, spesso, riuniti in gruppi numerosi presso strutture di piccole località.
Al nostro ministro abbiamo ripetutamente suggerito di affrontare altri problemi: immigrati e mafiosi non sono la stessa cosa. Per tornare al sindaco di Riace Domenico Lucano: mi pare sia stato superficiale nell’usare lo strumento del “matrimonio”, che è un elemento importante, per quanto svilito. Forse è stato anche avventuroso nell’usare cooperative prive di requisiti, per accogliere e far lavorare gli immigrati, invece che lasciarli senza occupazione e dispersi nei dintorni. Certo non va confuso con chi le cooperative le ha usate per fare business.
C’è però, di positivo, un Comune pulito e ordinato, senza l’emarginazione di chi ha cercato di sfuggire alla fame. Gli immigrati sarebbero stati più pericolosi e, forse, il ministro avrebbe avuto più da fare se fossero rimasti sbandati nel territorio.

(*) direttore “Il Momento” (Forlì-Bertinoro)

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