La minoranza creativa

La scelta dei poveri può essere la vera forza, capace di dare vigore ad una politica incisiva e ad uno sviluppo sostenibile sul piano sociale. Anche l’attuale nostro governo dovrà andare in questa direzione, nonostante le proclamazioni di qualche leader che pare favorire invece divisioni e rancori

I cattolici impegnati sono una minoranza in Italia, eppure devono cominciare a farsi sentire, come le minoranze creative di cui ha parlato Benedetto XVI, quelle che hanno scoperto la perla preziosa, il tesoro nascosto. Possono, possiamo, diventare fermento nella massa diffondendo pensiero e azione a favore dei poveri, dei diseredati, dei rifugiati. La scelta dei poveri è un principio chiaro della Dottrina
Sociale della Chiesa. Lo è da sempre, a partire dal Vangelo. Nella “Sollicitudo rei socialis” Giovanni Paolo II ha parlato di “amore preferenziale per i poveri”. Papa Francesco dà impulso a questa scelta in modo concreto, direttamente e con inviti per una pastorale incisiva su questo punto. Non c’è spazio qui per i “cattivismi”.
Questa minoranza creativa di cattolici dovrà farsi carico delle difficoltà in cui ci troviamo.
Anche in Inghilterra il mondo anglicano, con la voce dell’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, ha chiesto al primo ministro Teresa May di “fare della lotta alla disparità tra ricchi e poveri il cuore della politica post-Brexit… Lavorare per la prosperità e la giustizia sociale non è un imperativo morale, ma economico”. L’economia che segue i dettami dell’etica è favorevole allo sviluppo. L’attenzione alle crescenti disuguaglianze, che sono il motivo disgregatore delle società, è una politica che va nella direzione della scelta dei poveri. Le sinistre europee in crisi – che hanno avuto una tradizione di scelte per i poveri, seppur partendo da presupposti diversi – non hanno saputo promuovere una linea innovativa, sostenuta da premi Nobel come Amartya Sen. Hanno imboccato derive “radical chic”, con promozione di riforme più appariscenti che sostanziali, a vantaggio di numeri infimi di persone. La scelta dei poveri può essere la vera forza, capace di dare vigore ad una politica incisiva e ad uno sviluppo sostenibile sul piano sociale. Anche l’attuale nostro governo dovrà andare in questa direzione, nonostante le proclamazioni di qualche leader che pare favorire invece divisioni e rancori.
Stanno emergendo le contraddizioni: l’anti corruzione va a braccetto con la giustificazione della Lega e il sostegno a Salvini. Ma c’è un cambio di rotta. Abbiamo toni più concilianti per frenare lo spread che non è più un ricatto. Ci sono balletti sui no-vax e c’è una frenata sul reddito di cittadinanza per non aumentare l’Iva. Si rallenta sulla Fornero fino al 2019 e si modifica la Flat Tax, non più così piatta. Finite le vacanze c’è l’accordo dell’Ilva, non più congelato (non si è saputo, poi, cosa lo bloccasse…).

(*) direttore “Il Momento” (Forlì-Bertinoro)

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