Leggere, scrivere e far di conto

Qualsiasi sia la scuola, l’ordine e il grado, l’avventura che inizia, o che ricomincia, è di quelle che resteranno impresse per tutta la vita, che la segneranno. Interessante!

Un nuovo anno scolastico sta per cominciare ed è facile immaginare lo stato d’animo di tanti studenti. Un misto di attesa, trepidazione, magari anche preoccupazione. Da un lato la tristezza di lasciare alle spalle le vacanze, il tanto tempo libero e il divertimento, dall’altro il desiderio di rivedere i compagni di classe con i quali si vivrà fianco a fianco per i prossimi mesi. Qualsiasi sia la scuola, l’ordine e il grado, l’avventura che inizia, o che ricomincia, è di quelle che resteranno impresse per tutta la vita, che la segneranno. Interessante! L’augurio che possiamo fare come adulti agli studenti, ma che funziona anche come promemoria per noi, è quello di non sprecare questa occasione. Viverla pienamente. Un tempo si diceva che la scuola deve insegnare a leggere, scrivere e far di conto. Certo la scuola è molto di più, non è soltanto alfabetizzazione. Ma in quei tre verbi c’è l’essenziale.
Imparare a leggere, per potersi formare e informare, in una realtà sempre più complessa che a volte lascia spaesati. Leggere il mondo che ci sta attorno e leggere noi stessi nel mondo. Scrivere. Imparare a scrivere per mettere in ordine i pensieri, per comunicare con gli altri. In un mondo in cui tutti parlano e nessuno ascolta, imparare a scrivere è anche ricavarsi lo spazio e il tempo per dire qualcosa che vada oltre i tweet e oltre i post. E far di conto, per dare valore alle cose. Alle persone. Saper mettere insieme e unire, saper sottrarre e rinunciare quando serve, moltiplicare i propri talenti mettendoli a frutto e dividere con gli altri. Condividere.
Buona scuola!

(*) direttore “La Fedeltà” (Fossano)

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