Salviamo i nostri ponti malati

La situazione dei ponti anche in provincia di Pavia è, da tempo, fonte di preoccupazioni. Fino a quando si potrà andare avanti con la politica degli interventi di emergenza?

L’assurda tragedia di Genova, con il crollo del Ponte Morandi che è costato la vita a 43 persone e ha provocato decine di feriti e centinaia di sfollati, ha riproposto il grave problema della rete infrastrutturale italiana. Secondo un’inchiesta pubblicata sul “Corriere della Sera”, sarebbe “in pericolo il 60 per cento dei viadotti” del nostro Paese. Un dato che mette i brividi. Una questione che, purtroppo, tocca da vicino anche la provincia di Pavia. La situazione dei nostri ponti è, da tempo, fonte di preoccupazioni. Il ponte della Becca è da anni monitorato: sono già stati spesi milioni di euro per rafforzare i piloni messi a rischio da ondate di piena o difetti strutturali.

Fino a quando si potrà andare avanti con la politica degli interventi di emergenza? Non sarebbe più saggio accelerare i tempi per la costruzione di un nuovo ponte, in un punto di collegamento cruciale tra Lombardia ed Emilia? Regione Lombardia ha stanziato 800mila euro per la redazione del documento di fattibilità; ora si attendono segnali concreti anche da Roma. Il problema non riguarda solo la Becca. Anche i ponti di Pieve Porto Morone e della Gerola evidenziano preoccupanti segnali di degrado. La situazione non è certo migliore nella maggior parte degli altri ponti della provincia.

L’allarme sulle infrastrutture del territorio (compreso il disastroso stato delle strade) deve indurre i nostri rappresentanti nelle principali istituzioni del Paese (Governo, Parlamento e Regione) a costituire un fronte compatto. Lavoriamo tutti insieme per evitare nuovi drammi.

(*) direttore “Il Ticino” (Pavia)

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