La chiave del futuro

Ancora una volta è Papa Francesco a porsi come riferimento certo e sicuro all’interno di un contesto nazionale ed internazionale decisamente problematico. Un messaggio brevissimo, quello che ha rivolto ai giovani riuniti a San Gabriele (Te) per la veglia Mariana: “Se qualcuno – compresi i vostri genitori, i vostri sacerdoti, i vostri insegnanti – proverà a chiudervi la bocca, ricordate loro che la Chiesa e il mondo hanno bisogno anche dei giovani per ringiovanire se stessi”. Le istituzioni, coloro i quali hanno posti di responsabilità, coloro i quali ci governano o pensano di governarci dovrebbero prendere in seria considerazione la problematica del mondo giovanile restituendo innanzitutto una dignità a partire dal lavoro.

foto SIR/Marco Calvarese

Ancora una volta è Papa Francesco a porsi come riferimento certo e sicuro all’interno di un contesto nazionale ed internazionale decisamente problematico. Un messaggio brevissimo, quello che ha rivolto ai giovani riuniti a San Gabriele (Te) per la veglia Mariana, essenziale e diretto: “Ho messo in guardia – ha detto il Papa – dal pericolo di parlare dei giovani senza far parlare i giovani, lasciandoli ‘a distanza di sicurezza’…”. Non vogliamo in questa sede anche noi correre il rischio di parlare semplicemente dei giovani. Vorremmo spingere il mondo adulto ad una ulteriore riflessione, magari rileggendo (qualora sia stato letto una prima volta) il messaggio che Papa Francesco ha inviato ai giovani riuniti a San Gabriele il 12 maggio scorso ed ai giovani collegati da Panama, dalla Russia, dall’Irlanda e da Taiwan. Il Papa presenta tre icone, una prima di Maria “una giovane tra i giovani”, una seconda rappresentata dai giovani collegati “da diverse parti del mondo per partecipare a questa Veglia”. Papa Francesco rivolge l’invito a non innalzare muri, ma costruire ponti. Senza giri di parole il Santo Padre invita i giovani a lavorare per l’unità, per il dialogo e per la concordia, dal momento che spesso gli adulti mostrano un cuore indurito. Illustrando la terza icona, quella del prossimo Sinodo, le espressioni sono dure e dirette: “ i giovani non mordono, possono avvicinarsi e hanno l’entusiasmo e voi oltre l’entusiasmo avete la chiave del futuro”. La cultura che ci circonda è decisamente di livello basso e sembra che da più parti, gestita dal mondo adulto, fa comodo far restare nella mediocrità e nell’omologazione. L’entusiasmo delle giovani generazioni può capovolgere tali situazioni. Il Papa dice con molta chiarezza ai giovani: “non lasciatevi zittire … non abbiate paura di sbagliare e di imparare dai vostri errori, così si va avanti”.
Nella parte conclusiva Papa Francesco calca ancora la mano: “Se qualcuno – compresi i vostri genitori, i vostri sacerdoti, i vostri insegnanti – proverà a chiudervi la bocca, ricordate loro che la Chiesa e il mondo hanno bisogno anche dei giovani per ringiovanire se stessi”. Il materiale per riflettere è più che sufficiente ed il messaggio è talmente diretto che solo chi non vuol capire non lo raccoglie. Le istituzioni, coloro i quali hanno posti di responsabilità, coloro i quali ci governano o pensano di governarci dovrebbero prendere in seria considerazione la problematica del mondo giovanile restituendo innanzitutto una dignità a partire dal lavoro.

(*) direttore “L’Araldo Abruzzese” (Teramo-Atri)

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