Indignato, ma non stupito

Tempo fa su questa stessa colonna ci fu la menzione di Totò e della sua logica diffusa sulla presenza di Uomini e caporali, che vogliono dominare sui primi. L’imperativo “Si inginocchi!” trova terreno fecondo negli atteggiamenti menzionati e in molti altri che abitano e innervano le nostre relazioni e il rapporto con gli altri.

Il caso di Lucca mi indigna, ma purtroppo non mi stupisce. In una società in cui la violenza verbale la fa da padrona, non mi stupisce. In un contesto televisivo in cui i programmi che fanno maggiore successo sono quelli intrisi di insulti e arroganza, non mi stupisce. In un mondo quotidiano in cui basta distrarsi leggermente alla guida o dare inavvertitamente un colpo in una corsia di ipermercato per rischiare di essere pestato, non mi stupisce. In un mondo giornalistico in cui è considerato migliore chi azzera gli altri senza riserve, non mi stupisce.

In un mercato del lavoro in cui giovani e, sempre più spesso, gli adulti, sono solo numeri sottomessi a logiche di profitto e di guadagno, non mi stupisce. Nella vita quotidiana di alcuni uffici in cui l’utente è rimandato a un domani sempre nuovo con modi e espressioni tutt’altro che accoglienti, non mi stupisce. In un’ottica forense in cui si è continuamente prorogati per decenni a giudizio che tengono la propria fama e il proprio onore in bilico, non mi stupisce.

In una politica che si nutre di immobilismo autoreferenziale più che trovare modi per governare e garantire ai cittadini stabilità nazionale e internazionale, non mi stupisce. Anche nel nostro mondo ecclesiale quando il narcisismo o l’ossessiva presenza in ogni ruolo e posto di rilievo sono la costante preoccupazione di dominare sull’altro, non mi stupisce. In un sistema dove il servizio ai poveri rischia di essere scuola per servirsi di loro e così entrare in circoli e ranghi elitari, non mi stupisce. Tempo fa su questa stessa colonna ci fu la menzione di Totò e della sua logica diffusa sulla presenza di Uomini e caporali, che vogliono dominare sui primi. L’imperativo “Si inginocchi!” trova terreno fecondo negli atteggiamenti menzionati e in molti altri che abitano e innervano le nostre relazioni e il rapporto con gli altri.

(*) direttore “L’Arborense” (Oristano)

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