La scuola sotto stress

I bulli che colpiscono in classe, sono gli stessi che delinquono per le strade, evidenziando una vera emergenza che non va scaricata solo sui maestri, professori e personale ausiliario. Serve in questo senso rafforzare una vera e rinnovata alleanza scuola-comunità adulta.

I fatti di bullismo e violenza di questi giorni ad opera di studenti confermano come la Scuola sia un qualcosa che assomiglia a una sorta di “laboratorio sociale”, dove avvengono dei “precipitati chimico-sociali” di quanto nasce, si muove, cresce, bolle, marcisce, si trasforma nella società. Già, perché quello che avviene dentro le aule, altro non è che un distillato di quanto quotidianamente attraversa le nostre comunità. Per fortuna non solo bullismo e violenza, anzi questi sono casi isolati, ma anche crescita umana, culturale, spirituale, sperimentazioni, relazioni significative, progettazioni. E non è un caso, come ha ricordato qualche giorno fa il sociologo Ilvo Diamanti su Repubblica, che quella scolastica sia una delle istituzioni che ancora registrano un grado importante di fiducia da parte delle famiglie italiane. In un contesto sociale liquido, complesso e, non poche volte, contraddittorio, attraversato da diverse tensioni frutto della recente lunga crisi economica, la Scuola rimane uno dei pochi punti di riferimento al quale in molti ancora guardano per orientarsi.
Le immagini che hanno girato in rete di ragazzi che aggrediscono i propri insegnanti, per quanto fatti isolati, colpiscono proprio perché divenuti di dominio generale grazie a internet. La diffusione delle immagini ha l’effetto di amplificarne la gravità e mettere a nudo un disagio giovanile che si manifesta anche dentro le mura di un’aula scolastica. Emerge così l’immagine di una Scuola sotto stress, assediata da mille attese (non sempre conciliabili), impegnata quotidianamente a dare risposte che contribuiscano a costruire la comunità di oggi e soprattutto di domani. Tutto questo grazie, innanzitutto, al lavoro appassionato di tanti insegnanti, consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità sociali. I bulli che colpiscono in classe, sono gli stessi che delinquono per le strade, evidenziando una vera emergenza che non va scaricata solo sui maestri, professori e personale ausiliario.
Serve in questo senso rafforzare una vera e rinnovata alleanza scuola-comunità adulta. Ma è necessario anche che la scuola e chi vi opera siano messi in condizione di esprimere al meglio le proprio potenzialità e gestire dunque anche le emergenze. Non basta chiamare una riforma “Buona Scuola” perché questa automaticamente palesi i propri effetti benefici. I fatti dicono, per esempio, che classi troppo numerose (per contenere i costi) rendono le situazioni molto più difficilmente gestibili. Forse rinunciare a qualche narrazione a effetto (nell’immediato), per una vicinanza quotidiana reale e concreta paga molto di più nel lungo periodo.

(*) direttore “La Voce dei Berici” (Vicenza)

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