In cammino con Livio

L’augurio che facciamo a Livio vescovo e a noi tutti con lui, è di avere la serenità del ministero del Vangelo, perché il “gregge” ha un olfatto fine e perché Dio abita con il suo popolo

Sabato 17 marzo è stato consacrato il nostro nuovo vescovo, Livio Corazza, che farà l’ingresso in diocesi il prossimo 22 aprile. Mons. Corazza è già venuto a vedere alcune cose della sede dove svolgerà il suo ministero. Lo conosceremo meglio, ma già si è manifestato molto cordiale e intenzionato a lavorare in comunione con il clero, con tutti i responsabili degli uffici pastorali e con i laici. La capacità di comunicare è una dote fondamentale per un evangelizzatore e il nuovo vescovo ha dimostrato di possederla. Fra l’altro ha esperienza di giornalista pubblicista.

Il vescovo è certamente importante per una diocesi. Con la consacrazione, gli sono stati conferiti i tre compiti di maestro nella fede, di sacerdote sommo della Chiesa particolare e di governo in ordine al cammino di fede del popolo di Dio. Ministero significa servizio, esercitato nella carità, che edifica la comunità e favorisce la comunione di tutti, con i carismi dei singoli fratelli e dei servizi assegnati loro.

Dice la Evangelii gaudium: “Il Vescovo deve sempre favorire la comunione missionaria nella sua Chiesa diocesana perseguendo l’ideale delle prime comunità cristiane, nelle quali i credenti avevano un cuore solo e un’anima sola. Perciò, a volte si porrà davanti per indicare la strada e sostenere la speranza del popolo, altre volte starà semplicemente in mezzo a tutti con la sua vicinanza semplice e misericordiosa, e in alcune circostanze dovrà camminare dietro al popolo, per aiutare coloro che sono rimasti indietro e – soprattutto – perché il gregge stesso possiede un suo olfatto per individuare nuove strade”.

L’idea di popolo fedele di papa Francesco è una visione incoraggiante per la fede nell’opera di Dio, il quale con il suo Spirito ha già annunciato il Vangelo al mondo, anticipando la stessa azione della Chiesa. Così il popolo, in particolare i fedeli laici, sono chiamati a porsi al servizio delle “possibilità cristiane ed evangeliche nascoste, ma già presenti e operanti nelle realtà del mondo”.

Il nuovo vescovo Livio si troverà con un popolo che, qui come altrove, possiede il dono dell’intuizione per nuovi cammini. Secondo l’Evangelii gaudium, se abbiamo “uno sguardo contemplativo, ossia uno sguardo di fede”, scopriamo che Dio “abita nelle case, nelle strade, nelle piazze” della nostra città. L’augurio che facciamo a Livio vescovo e a noi tutti con lui, è di avere la serenità del ministero del Vangelo, perché il “gregge” ha un olfatto fine e perché Dio abita con il suo popolo.

(*) direttore “Il Momento” (Forlì-Bertinoro)

Altri articoli in Territori

Territori