Contro il dilagare di crimini orrendi: la legalità soprattutto

La legalità: a suo sostegno deve continuamente combattere, con impegno responsabile, una società che desideri vivere in tranquillità e sicurezza, secondo regole e norme acquisite a garanzia di tutti. Qualunque tentativo di ridurne la potenzialità è un doloroso segno di sconfitta sociale. Contro il dilagare di tanta incapacità di amare e di rispettare, l’impegno dovrebbe avere una sola direzione: imparare a voler bene davvero

Gli episodi di stalking ai danni di donne di ogni età e condizione si succedono a ritmo intollerabile, i femminicidi pure, i crimini barbari anche, come le violenze di gruppo e dei bulli. La cronaca sta mostrando come la società, con segni diffusi di decadenza morale e civile, rischi di ricadere nel mondo selvaggio di tempi remoti? Non sono in grado di fornire una risposta convincente e valida. Un elemento appare purtroppo costante: l’indifferenza per la vita e per la persona altrui. È la peggiore situazione.
Certi delitti ci spalancano, nella loro efferatezza, spazi insopportabili al vivere comune: sevizie, crudeltà, orrori, gesti deliberati e inauditi si stagliano nella quotidianità e rivelano abissi insondabili, tanto lontani da sembrare frutto di romanzi, non di realtà. La gente non ha parole per commentarli, la lingua è insufficiente a testimoniare le abiezioni emergenti.
Gli psichiatri parlano di rotture devastanti all’interno dell’io, i commentatori ostentano sconcerto, i cittadini auspicano che finiscano le mattanze che colpiscono soprattutto le donne con brutalità agghiacciante; ovunque s’invoca sicurezza. È la parola d’ordine di oggi, di fronte al cumulo di atti delinquenziali.
Ma come si ottiene la sicurezza? Le ricette sono molteplici: in primis, attraverso le istituzioni addette e il lavoro di prevenzione (con le Forze dell’ordine protagoniste al servizio della comunità), poi con il rispetto della persona e dunque dell’altro, con l’autoconvincimento che la legge è sovrana e non va mai né offesa né violata, con l’educazione alla legalità (contro ogni malaugurata tentazione di sovvertirla), con la messa in campo degli strumenti legittimi di garanzia richiesti dalla società contro i trasgressori sistematici (le pene), infine con una quotidiana presa di coscienza sul valore della serenità sociale (evitando tutto ciò che congiura contro di essa) e sulla volontà di non dar mai spazio alcuno (o peggio, giustificazione) al male in qualunque modo si presenti (e inganni). Ribadito che la sicurezza è compito primario dello Stato, resta l’impegno di ogni cittadino a contribuire in collaborazione con le Forze dell’ordine al mantenimento della sicurezza come civico segno di normalità nella convivenza. Quindi, costante e inequivoco riferimento alla legge, quale usbergo e assicurazione positiva da ogni comportamento illecito.
La violenza che circola nelle strade e nelle case è un male grande da contrastare sempre; siccome è male, non si deve in alcun modo e mai concedergli la possibilità di manifestarsi. Da qui il bisogno di denunciare subito i gesti e i comportamenti pericolosi, che possono mettere a repentaglio le persone prese di mira da malintenzionati. Lo stalking, ad esempio, è uno di quei reati odiosi che richiedono pronte denunce: per il ripristino della legalità.
Appunto, la legalità: a suo sostegno deve continuamente combattere, con impegno responsabile, una società che desideri vivere in tranquillità e sicurezza, secondo regole e norme acquisite a garanzia di tutti. Qualunque tentativo di ridurne la potenzialità è un doloroso segno di sconfitta sociale.
Contro il dilagare di tanta incapacità di amare e di rispettare, l’impegno dovrebbe avere una sola direzione: imparare a voler bene davvero.

(*) direttore “Il Popolo Cattolico” (Treviglio)

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