Malessere

Si vivono porzioni di umanità che fanno male nel profondo. Forse si impone la necessità di avere un’attenzione mirata, dotata di antenne sensibili per captare ciò che è franato e ciò che sta mandando in tilt. Un semplice e incoraggiante supporto d’umanità più salda, non specialistico, neanche paternalistico o supponente. Sì, un farsi prossimo, evangelicamente

Mentre imperversa la politica, in chiave elettorale, con tutto ciò che sale di tono, anche in eccesso, spesso non aiutando a capire, a scegliere, ad orientarsi… ma dando prevalentemente l’impressione (forse sbagliata, ma… colpevole per chi ne dà il pretesto) di una gazzarra, di una corsa affannosa ad acchiappar voti, di una voglia di potere comunque, magari non ci si deve scordare che la vita reale delle persone ha una sua altra dimensione, preziosa, importante, decisiva. Tra mille fatiche, ansie, inquietudini, sofferenze nascoste e micidiali… troppi arrancano in mezzo a noi. Spesso è crisi che ferisce maggiormente sul piano esistenziale che non materiale.

Si potrà obiettare che la politica non può farci molto. A prima vista sì. Anche se tutta la preoccupazione che dovrebbe animare il pubblico per questi disagi che colpiscono il cuore, la mente, il senso del vivere… e che poi ricadono sulle famiglie in misura pesante o devastante non può essere bypassata alla leggera. Ma restiamo sul terreno di umanità affranta e scossa da tante situazioni laceranti, da eventi inaspettati e non facilmente gestibili sotto il profilo psicologico, da fragilità assortite, da debolezze che non reggono a tante prove… fino a relegare in solitudini persino paradossalmente cercate, anche se non del tutto esenti da qualche menefreghismo d’attorno.

Si vivono porzioni di umanità che fanno male nel profondo. Forse si impone la necessità di avere un’attenzione mirata, dotata di antenne sensibili per captare ciò che è franato e ciò che sta mandando in tilt. Un semplice e incoraggiante supporto d’umanità più salda, non specialistico, neanche paternalistico o supponente. Sì, un farsi prossimo, evangelicamente. Che comincia appunto da un clima allargato ed incentivato di prossimità, bandendo ogni indifferenza, ogni noncuranza, ogni estraneità. Utilizzando discrezione, rispetto, delicatezza. Ma non far finta di niente.

(*) direttore “L’Unione Monregalese” (Mondovì)

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