I viaggi da incubo dei pendolari

Un recente dossier redatto da Legambiente e dai comitati passeggeri, individua le peggiori tratte ferroviarie della Lombardia. E così scopriamo che nella regione più virtuosa d’Italia, che per ironia della sorte viene ancora definita la “locomotiva” del Paese, si viaggia in carrozze che dimostrano ben più dei loro 30 anni di vita, si attraversano ponti che da tempo immemorabile attendono di essere rinforzati, con raddoppi dei binari il più delle volte promessi e mai attuati

Il disastro ferroviario di Pioltello, una tragedia che è costata la vita a tre donne, ripropone il problema dei viaggi da incubo affrontati ogni giorno dai pendolari. Una questione che tocca da vicino anche migliaia di pavesi, che tutte le mattine salgono sul treno per raggiungere il posto di lavoro. Trasferimenti effettuati troppo spesso su vagoni vecchi e scomodi, con guasti frequenti e ritardi esasperanti.

Un recente dossier redatto da Legambiente e dai comitati passeggeri, individua le peggiori tratte ferroviarie della Lombardia. E così scopriamo che nella regione più virtuosa d’Italia, che per ironia della sorte viene ancora definita la “locomotiva” del Paese, si viaggia in carrozze che dimostrano ben più dei loro 30 anni di vita, si attraversano ponti che da tempo immemorabile attendono di essere rinforzati, con raddoppi dei binari il più delle volte promessi e mai attuati. Tra le tratte più critiche è segnalata la Milano-Mortara-Alessandria: un problema ben noto ai pendolari lomellini. Ma anche chi prende il treno tutte le mattine a Pavia per raggiungere Milano, spesso deve fare i conti con ritardi e disagi di ogni genere.

L’immagine della tavoletta di legno inserita sotto il binario del deragliamento di Pioltello fa venire i brividi. Sarà l’inchiesta, naturalmente, a fare chiarezza sulle responsabilità del disastro: ma resta inaccettabile l’idea che si intervenga con un “rattoppo” del genere su una linea frequentata da migliaia di persone. Nei giorni delle promesse da “libro dei sogni” della campagna elettorale, sarebbe più decente pensare di far funzionare meglio quello che già abbiamo.

(*) direttore “Il Ticino” (Pavia)

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