Scegliere i già scelti?

Una democrazia, declinata dai partiti allo sfascio o in perdita d’identità, non funziona o peggio scivola in una partitocrazia. È in gioco lo stesso sistema democratico italiano

Cosa succede nel Parlamento dei partiti? Parlo del nostro Parlamento. Le cosiddette parti sociali si rivoltano, cambiano volto, si dividono, si riuniscono e indicono alleanze diverse alla faccia dei cittadini che li hanno votati. Ci si chiede, fra l’altro, con quale criterio e in base a quale potere, ironia della sorte, così riformati si offrano al popolo (demos) italiano per essere votati, il quale dovrebbe scegliere i già scelti. Questa è l’impressione o immagine che scaturisce dai media, si riversa nella piazza e fa opinione comune. Una democrazia, declinata dai partiti allo sfascio o in perdita d’identità, non funziona o peggio scivola in una partitocrazia. È in gioco lo stesso sistema democratico italiano. Questa prefazione pone interrogativi di riferimento che riguardano l’Italia ma anche i 27 stati che compongono la Ue. Ma questi sono in grado di traghettare l’Unione in maniera veramente democratica? Non è solo questione di persone, di strumenti o quanto altro. Soprattutto sta alle spalle la grande crisi dei valori fondativi emersi dopo l’ultimo conflitto mondiale e alla caduta delle dittature. D’altronde non conviene scegliere conclusioni di ripiego o rinunciare al sogno di una buona e moderna democrazia e di una unione di persone e di popoli liberi e uguali. A fronte del rischio delle derive populistiche è giunto il momento di un rilancio dei valori.

C’è in realtà un risveglio culturale che percorre la storia dalla seconda metà del ‘900 ad oggi. Il quale studia le circostanze, il pensiero, le idee e le prospettive sociali che contribuiscono a capire il passato ed individuare il futuro prossimo. Per l’Europa ci si riferisce alla lezione confortata dal pensiero sociale cristiano (vedi Encicliche dei papi) e dei tre fondatori (De Gasperi, Schumann, Adenauer); per l’Italia rivedere la storia dal 1948 e la lezione del messaggio di De Gasperi ritornato alla ribalta. Ma il soggetto più importante è l’uomo che è comunque anima e base della politica. È la lezione del pensiero, tuttora attuale, di Jacques Maritain sull’“Umanesimo integrale”: l’uno e l’altro e il dialogo sono il fondamento di qualsiasi azione di carattere politico e sociale. Termino con una citazione di un suo studioso: “Questo credente appassionato della storia, risalta, in tempi di tolleranza e di discriminazione diffuse, come esempio di autentico dialogo in cui la saldezza dei princìpi si coniuga con il rispetto profondo dell’altro e di quanto vi è in lui di autentico e di positivo: il suo essere persona”.

(*) direttore “Il Nuovo Amico” (Pesaro-Fano-Urbino)

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