Poste Italiane, la vergogna continua

Che Paese è quello che, nel cuore del terzo millennio, non riesce a garantire i servizi essenziali ai suoi cittadini? Questo Paese, purtroppo, è l’Italia. Ormai non c’è settore pubblico che possa ritenersi estraneo a un tale disastro

Che Paese è quello che, nel cuore del terzo millennio, non riesce a garantire i servizi essenziali ai suoi cittadini? Questo Paese, purtroppo, è l’Italia. Ormai non c’è settore pubblico che possa ritenersi estraneo a un tale disastro. Sono problemi che tocchiamo con mano anche in provincia di Pavia. Prendiamo il caso delle scuole rimaste al freddo per colpa di caldaie vetuste, con le istituzioni locali che non riescono a trovare le risorse per sostituirle. Per non parlare poi dei viaggi infernali che ogni giorno devono affrontare i pendolari su linee come la Pavia-Cremona (lo raccontiamo su questo numero de “il Ticino”).

Ma la situazione più tragica riguarda Poste Italiane. Una vergogna che continua da mesi. Il piano di riorganizzazione deciso dai vertici dell’azienda, si è rivelato un’autentica sciagura. Altro che consegna della corrispondenza a giorni alterni: lettere, bollette e giornali ormai arrivano quando capita. E’ un problema che viviamo anche noi e del quale ci siamo più volte scusati con i nostri abbonati (che hanno la possibilità di far arrivare “il Ticino” nella loro parrocchia, per evitare fastidiosi ritardi nella consegna). Ma la colpa non è nostra. Speriamo solo che qualcuno a Roma, di fronte a una protesta unanime, decida di intervenire.

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