Gioco d’azzardo: la lotta al fenomeno e all’usura posta sotto la protezione del beato Puglisi. Mons. D’Urso, “la fortuna si crea investendo nei propri talenti”

La lotta all’usura e al gioco d’azzardo è posta sotto la protezione del beato Pino Puglisi. I partecipanti al convegno nazionale “Azzardo: per una svolta istituzionale a tutela della persona e del bene comune” che si è tenuto questa mattina nella sala conferenze del Seminario arcivescovile di Palermo hanno voluto sostare dinanzi alla tomba del sacerdote siciliano vittima della mafia. Lo hanno fatto prima di iniziare i lavori. “Operiamo da quasi 25 anni sul tema dell’azzardo e constatiamo giorno dopo giorno le sue nefaste conseguenze”, ha spiegato mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura che ha promosso l’evento, ha maturato la considerazione di promuovere ogni possibile iniziativa di prevenzione e di contrasto contro di esso, dialogando con lo Stato, con le Istituzioni, con le agenzie educative, promuovendo nell’opinione pubblica” informazioni non di parte, ma finalizzate al rispetto della dignità delle persone e del bene comune”. “Continuano a incrementarsi le richieste di aiuto da parte di famiglie, sia perché indebitate a usura anche per l’incidenza dei debiti di gioco sia perché un loro congiunto spende quote eccessive di reddito familiare per giochi, legali o illegali che siano. Tutto questo – ha osservato mons. D’Urso – provoca, insieme a danni etici e nei rapporti intrafamiliari, uno stato permanente di sovraindebitamento e talvolta di fallimento economico della famiglia. L’aspetto paradossale è un dato oggettivo: all’espansione del mercato del gioco d’azzardo legale corrisponde, in modo proporzionale, quella del gioco illegale. In altri termini, invece di sostituirsi l’una all’altra, le due offerte di gioco d’azzardo si integrano: il gioco illegale alimenta il gioco legale fornendo la motivazione per giustificare l’introduzione di nuovi giochi. A sua volta il legale alimenta l’illegale ampliando la popolazione che entra in contatto con l’offerta criminale”. Per la Consulta nazionale antiusura, difendere l’azzardo vuol dire “volare basso”: “La fortuna della vita non è sperare vanamente di vincere il maxi premio ma l’investimento lento, paziente e faticoso nei propri talenti. Non dare questo messaggio ai giovani vuol dire minare in profondità le radici del nostro progresso sociale, economico, umano e spirituale”.

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