“Don Bosco è stato un piemontese doc, amante della sua terra e dei suoi abitanti. Da Torino e Piemonte ha ricevuto tanto, è stato aiutato tanto (anche se gli sono mancati i ‘nemici’) ma a Torino ha dato tanto e ha portato il suo nome ‘alla fine del mondo’ (con un ex allievo ora Papa Francesco) e in tutto il mondo”. Lo afferma don Francesco Motto in vista della presentazione dei dieci volumi dell’“Epistolario di Giovanni Bosco”, in programma il 2 aprile alle 15 presso l’Archivio di Stato di Torino. L’evento, dal titolo “Don Bosco chiama… Torino risponde”, si inserisce nel contesto del 150° anniversario della prima spedizione missionaria salesiana. Tra i relatori, Alberto Riccadonna parlerà del rapporto di don Bosco con le istituzioni piemontesi, Paolo Cozzo approfondirà il legame con la Chiesa locale, mentre Maria Cristina Morandini analizzerà il ruolo delle scuole salesiane nelle lettere del santo. Saranno affrontati anche il rapporto epistolare con l’aristocrazia piemontese, le missioni salesiane in America Latina e l’uso della lettera come mezzo di comunicazione. In questo giorni, nella casa di don Bosco a Torino, si svolge il 29º Capitolo generale dei salesiani, con delegati di 135 Paesi dei cinque continenti.