Nel 40° anniversario della morte, la Chiesa mantovana e il Pime ricorderanno la testimonianza di padre Tullio Favali, missionario del Pontificio Istituto missioni estere ucciso l’11 aprile 1985 nelle Filippine.
“Nel Venerdì Santo del Giubileo dell’anno 2000, durante la Via Crucis al Colosseo, Papa Giovanni Paolo II – ha ricordato don Luigi Caramaschi, per molti anni missionario in Brasile e attualmente referente dell’Equipe diocesana per le relazioni missionarie tra le Chiese – rese pubblici i nomi dei missionari martiri del secolo che era appena terminato: in quell’evento il nome di padre Tullio Favali – insieme a quello dell’altro mantovano padre Maurizio Maraglio – è stato incluso nel martirologio del Ventesimo secolo”.
Per la serata di domani il Pime propone uno spettacolo sulla vita di padre Favali, “Questa vita che non possiedo” (testi di p. Gianni Criveller, adattamento e drammaturgia di Filippo Tampieri), ospitato dalle 21 al Teatro Pime (via Mosè Bianchi, Milano). Venerdì 11 aprile, alle 21, si terrà una Via Crucis sull’argine a Sacchetta di Sustinente, presieduta dal vescovo Marco Busca, con letture di brani tratti dalle lettere di padre Favali. Infine, domenica 13 aprile alle 17.30 nella chiesa parrocchiale di Sacchetta di Sustinente si svolgerà un concerto con lettura di testi e testimonianze in memoria del missionario martire. Padre Favali è stato ricordato anche durante la veglia diocesana per i missionari martiri, che si è svolta nella serata di lunedì 24 marzo a Solferino.