Colombia: Bojayá, paramilitari assediano la popolazione civile e seminano terrore nella località “simbolo” della violenza

Dallo scorso 31 dicembre il municipio colombiano di Bojayá, nel dipartimento del Chocó, nella regione pacifica del Paese, si trova in pratica sotto assedio dei paramilitari delle Autodefensas Gaitanistas de Colombia, forze conosciute anche come “Clan del Golfo”, che dopo il ritiro delle Farc si contendono il controllo del territorio con la guerriglia dell’Eln. L’allarme è partito dalla comunità rurale di Pogue ed è stato diffuso dalla Commissione di Giustizia e pace. Ma più volte, anche di recente, il vescovo di Quibdó, mons. Juan Carlos Barreto, è intervenuto sulla questione dei gruppi armati e del terrore e la violenza che la popolazione civile è costretta a subire. Anche in questo caso, la popolazione del municipio è in pratica isolata e in preda alle milizie armate, nonostante il Governo abbia annunciato l’invio di un maggior numero di soldati. Tutto ciò accade in una località “simbolo” della violenza colombiana. A Bojayá, nel 2002 scoppiò una bomba lanciata dalle Farc. La chiesa era piena, morirono in tutto 72 persone, i superstiti fuggirono nella foresta. È un massacro rimasto nella storia della Colombia. La statua lignea del Cristo, rimasta mutilata, è diventata l’emblema di conflitto colombiano e davanti a essa ha pregato nel 2017, a Villavicencio, anche Papa Francesco. Dopo 17 anni quasi tutti i corpi delle vittime sono stati identificati e nel novembre scorso è iniziata la consegna dei corpi alle famiglie per una degna sepoltura.
Lo scorso 15 ottobre il Sir aveva riportato la denuncia del missionario claretiano Leyner Palacios Asprilla, che vive proprio nel villaggio del Chocó: “Da Bojayá denunciano che un insegnante indigeno è stato rapito dalla guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale e non si sa nulla della sua integrità. Immaginate la paura in quel luogo, i bambini senza il loro insegnante”. I fiumi di Bojayá “oggi sono campi di battaglia e controversie tra l’Eln e i paramilitari, mentre a Guapi e López de Micay, due comuni della costa del Pacifico di Panama, ci sono stati omicidi selettivi, torture, recenti casi di sparizione forzata e numerosi scontri tra gruppi armati che hanno comunità terrorizzate”.

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