Papa Francesco: a Santa Marta, essere un “buon cristiano” singifica essere “docile” alla Parola. No a “casistiche morali”

Essere un “buon cristiano” significa essere “docile” alla Parola del Signore, ascoltare ciò che il Signore dice “sulla giustizia, sulla carità, sul perdono, “sulla misericordia” e non essere “incoerenti nella vita”, usando “una ideologia per potere andare avanti”. Lo ha detto il Papa, che nell’omelia della messa celebrata oggi a Santa Marta ha fatto notare che la Parola del Signore “a volte ci mette ‘nei guai’”, ma “anche il diavolo fa lo stesso”, “ingannevolmente”. Essere cristiano è dunque “essere liberi”, attraverso la “fiducia” in Dio, l’unica a vincere l’idolatria, la superbia e l’eccessiva sicurezza di sé. Il peccato di Saul – ha spiegato il Papa, secondo quanto riferisce Vatican News – fu la “mancanza di docilità” alla Parola di Dio, pensando che la propria “interpretazione” della stessa fosse “più giusta”. È più importante avere un “cuore docile” e “obbedire” – ha sottolineato Francesco – piuttosto che “fare dei sacrifici, dei digiuni, delle penitenze”. Il “peccato della mancanza di docilità”, invece, sta proprio in “quel preferire” ciò “che io penso e non quello che mi comanda il Signore e che forse non capisco”: quando ci si ribella alla “volontà del Signore”, non si è docili, “è come se fosse un peccato di divinazione”. Come se, pur dicendo di credere in Dio, si andasse “dall’indovina a farsi leggere le mani ‘per sicurezza’”. “Quando tu ti ostini davanti alla volontà del Signore sei un idolatra, perché preferisci quello che pensi tu, quell’idolo, alla volontà del Signore”, ha affermato il Papa: “E a Saul questa disobbedienza è costata il regno”. “Tante volte noi preferiamo le nostre interpretazioni del Vangelo o della Parola del Signore al Vangelo e alla Parola del Signore”, il monito del Santo Padre: “Per esempio, quando cadiamo nelle casistiche, nelle casistiche morali… Questa non è la volontà del Signore. La volontà del Signore è chiara, la fa vedere con i comandamenti nella Bibbia e te la fa vedere con lo Spirito Santo dentro il tuo cuore. Ma quando io sono ostinato e trasformo la Parola del Signore in ideologia sono un idolatra, non sono docile. La docilità, l’obbedienza”. “La novità della Parola del Signore – perché la Parola del Signore sempre è novità, ci porta avanti sempre – vince sempre, è meglio di tutto”, ha assicurato il Papa: “Vince l’idolatria, vince la superbia e vince questo atteggiamento di essere troppo sicuri di sé stessi, non per la Parola del Signore ma per le ideologie che io ho costruito attorno alla Parola del Signore. C’è una frase di Gesù molto buona che spiega tutto questo e che viene da Dio, tratta dall’Antico Testamento: ‘Misericordia voglio e non sacrifici’”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa