Pierangelo Capuzzimati: Taranto, prima sessione dell’inchiesta diocesana per la beatificazione. L’arcivescovo Santoro, “un dono di Dio in particolare per i giovani”

Oggi nell’arcivescovado di Taranto, prima sessione dell’inchiesta diocesana con cui si inaugura il cammino verso la beatificazione e la canonizzazione del giovane Pierangelo Capuzzimati, scomparso nel 2008, prima ancora di compiere 18 anni, a causa di una leucemia. “È un dono di Dio per la nostra diocesi ed in particolare per i giovani – ha commentato l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro – perché è la dimostrazione che seguendo Dio non si perde niente in gioia, letizia, impegno, curiosità nello studio, nel sapere, nella novità della vita. Tutto questo viene bensì illuminato e rafforzato dall’esperienza di Dio. E poi, contrariamente a quanto si dice, è segno che la nostra gioventù ha un cuore, e che nella giovinezza può avvenire un riscatto utile a tutta la nostra società”. L’arcivescovo ha sottolineato poi l’atteggiamento della famiglia del giovane servo di Dio. “Nessuna spinta, nessun protagonismo o sollecitazione ad anticipare il giudizio della Chiesa – ha spiegato a margine mons. Santoro -. Sono il prototipo di ogni nostra famiglia e la dimostrazione che tra le mura di casa, nell’ordinarietà, può accadere qualcosa di eccezionale. La loro è la testimonianza della semplicità di chi non ha la presunzione di arrivare alla santità ma si affida ad un progetto più grande, all’amore di Dio e questo è fonte di una pace grandissima”.

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