Università Cattolica: mons. Giuliodori (assistente ecclesiastico), “volano dinamico di sviluppo per buon funzionamento della vita sociale”

“In una società che sta vivendo forti e rapidi cambiamenti, o meglio, come ha ben evidenziato Papa Francesco, che sta affrontando un cambiamento epocale, le università rappresentano i sensori più efficaci per capire i cambiamenti e per affrontarli”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università cattolica del Sacro Cuore, intervenendo al Seminario di studio dei docenti di Teologia e degli assistenti pastorali, che si è aperto oggi pomeriggio a Matera e ha per tema “La Terza Missione dell’Università: cultura, società, futuro. Pensare e vivere l’Università Cattolica in ‘uscita missionaria’ (Christus Vivit 222)”. “Alle università – ha osservato mons. Giuliodori – non mancano gli strumenti per affrontare la complessità del tempo presente soprattutto se, oltre ad essere luoghi di ricerca e di formazione, sapranno relazionarsi in modo nuovo al territorio. La terza missione diviene così uno strumento formidabile per dare ancora più consistenza e rilievo al ruolo degli atenei senza snaturarne la funzione e l’identità, anzi rafforzandone la capacità di esser volano dinamico dello sviluppo assieme a tutti gli altri soggetti preposti al buon funzionamento della vita sociale”. Per il presule, “questa responsabilità è ancora più grande se pensiamo alla formazione delle nuove generazioni che devono acquisire competenze, teoriche e pratiche, tali da poter contribuire efficacemente all’analisi e alla soluzione delle problematiche e, più in generale, ad orientare in modo positivo i processi di cambiamento, che vanno guidati e non subiti”.
Il Seminario, ha ricordato Giuliodori, prende spunto anche dall’esortazione apostolica pubblicata al termine dei lavori del Sinodo dedicato ai giovani. “Tra le indicazioni operative troviamo una particolare attenzione alle università e, in particolare, a quelle di matrice cattolica. Declinando la missione propria dell’università con l’appello rivolto alla comunità cristiana ad essere ‘Chiesa in uscita’ ne deriva una prospettiva affascinante e stimolante anche per comprendere il senso più profondo della terza missione, le sue finalità e i suoi strumenti. Al fine di attuare un concreto ‘rinnovamento e rilancio delle scuole e delle università in uscita missionaria’ il Pontefice indica alcune linee operative quali l’esperienza del kerygma, il dialogo a tutti i livelli, l’interdisciplinarietà e la transdisciplinarietà, la promozione della cultura dell’incontro, l’urgente necessità di ‘fare rete’ e l’opzione per gli ultimi, per coloro che la società scarta e getta via. E anche la capacità di integrare i saperi della testa, del cuore e delle mani”.

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