Papa nelle isole Maurizio: messa a Port Louis, giovani vittime delle “nuove schiavitù del XXI secolo”, diamo loro “un posto” nella Chiesa e nella società

(Foto Vatican Media/SIR)

“I giovani sono la nostra prima missione”. Ne è convinto il Papa, che nella Messa a Port Louis, davanti a un popolo “giovane”, ha affermato che “lo slancio missionario ha un volto giovane e capace di ringiovanire”. “Sono proprio i giovani che, con la loro vitalità e dedizione, possono apportare ad esso la bellezza e la freschezza tipica della giovinezza, quando provocano la comunità cristiana a rinnovarsi e ci invitano a partire verso nuovi orizzonti”, la tesi di Francesco: “Ma questo non è sempre facile, perché richiede che impariamo a riconoscere e fornire ad essi un posto in seno alla nostra comunità e alla nostra società”. “Com’è duro constatare che, nonostante la crescita economica che il vostro Paese ha avuto negli ultimi decenni, sono i giovani a soffrire di più, sono loro a risentire maggiormente della disoccupazione che non solo provoca un futuro incerto, ma inoltre toglie ad essi la possibilità di sentirsi protagonisti della loro storia comune”, il grido d’allarme del Papa: “Futuro incerto che li spinge fuori strada e li costringe a scrivere la loro vita ai margini, lasciandoli vulnerabili e quasi senza punti di riferimento davanti alle nuove forme di schiavitù di questo secolo XXI”. “Loro, i nostri giovani, sono la nostra prima missione!”, l’invito del Santo Padre: “Dobbiamo invitarli a trovare la loro felicità in Gesù, non in maniera asettica o a distanza, ma imparando a dare loro un posto, conoscendo il loro linguaggio, ascoltando le loro storie, vivendo al loro fianco, facendo loro sentire che sono benedetti da Dio”.

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