Nuovo governo: p. Ripamonti (Centro Astalli), “sull’immigrazione si dimostri coraggioso. Serve un cambio di rotta”

“Un cambio di rotta” sostanziale sulle questioni che riguardano le migrazioni. Una Repubblica italiana capace di parlare su questi temi con “una lingua mite” e un approccio umano, così come descritto oggi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo discorso alla Camera per il voto di fiducia. È l’auspicio di padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, il centro dei gesuiti che da anni accoglie a Roma migliaia di rifugiati. “Il decreto sicurezza va affrontato rivedendolo nel complesso e va dato un segnale che stiamo riacquistando un volto umano”, afferma il sacerdote, commentando alcuni passi del discorso del premier riguardanti l’immigrazione. Padre Ripamonti spera che “il governo si dimostri coraggioso da questo punto di vista e riveda la materia nel suo complesso e a più livelli, che tenga conto delle tante questioni che il fenomeno migratorio pone in campo: dagli arrivi all’integrazione. Spero che il decreto sicurezza rivisitato secondo le indicazioni del Presidente della Repubblica possa muoversi in questa direzione, nel rispetto delle normative internazionali, in una Italia che vuole essere sì rigorosa ma anche dal volto umano”. Il gesuita auspica anche una maggiore solidarietà europea “e che con il nuovo governo europeo si possa avviare un dialogo effettivo ed efficace. Spero che gli arrivi in territorio italiano, e in genere nel Sud dell’Europa, possano essere veramente condivisi con tutti gli Stati membri dell’Unione. Sarebbe una svolta importante e decisiva nell’ambito della solidarietà tra gli Stati”. Positivo, a suo avviso, è anche il riferimento ai corridoi umanitari europei: “Sarebbe una delle vie per affrontare il fenomeno migratorio nella sua complessità. Non transigere sul salvataggio delle vite in mare e fare in modo che i salvataggi siano soltanto residuali e le persone possano arrivare in Europa attraverso vie legali. I corridoi umanitari europei possono essere una via importante da perseguire perché garantirebbe alle persone di non doversi affidare ai trafficanti mettendo a rischio la loro vita”.
Sulla nave di Sos Mediterranée in attesa di un porto sicuro con 50 naufraghi a bordo, banco di prova per il nuovo governo, padre Ripamonti auspica che “quello sguardo e quel volto umano della Repubblica cominci a farsi strada partendo da queste piccole grandi cose. Questo potrebbe essere un segnale importante di un modo nuovo di approcciare alla questione migratoria rispetto agli ultimi 14/15 mesi”.  Chiede perciò “un linguaggio mite che non criminalizzi, non crei capri espiatori e criminali, non faccia violenza, utilizzi i media per informare e non per dare informazioni distorte come le famose invasioni”.

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