Italia: Costalli (Mcl), “il nostro è un Paese rancoroso e impaurito del futuro”. Necessario “il rilancio dei corpi intermedi”

In Italia “c’è un problema di sfiducia generale nei confronti delle istituzioni. Il nostro, poi, è un Paese rancoroso e questo è preoccupante per chi, come me, ha a cuore l’interesse dell’Italia e soprattutto il futuro dei nostri giovani: non possiamo consegnare alle nuove generazioni un Paese sfiduciato, impaurito del futuro e rancoroso. Abbiamo bisogno, inoltre, di un’economia che ci riporti a un trend di crescita accettabile perché noi abbiamo due problemi grossi: un debito pubblico pauroso, che blocca qualsiasi possibilità di riforma, e la mancanza di lavoro. Sono due questioni che dobbiamo affrontare in un clima di coesione e inclusione e non di rancore e battagliero. Altrimenti, ci sono ripercussioni, a partire dal fatto che la gente non va a votare. L’ultima volta ha votato il 51% degli aventi diritto e c’era il traino delle elezioni amministrative!”: offre un’analisi dell’Italia Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), intervistato dal Sir in occasione del Seminario nazionale di studi e formazione, promosso da Mcl a Senigallia dal 5 al 7 settembre. “I corpi intermedi e la sfida al populismo e alla tecnocrazia” il tema scelto per l’appuntamento.
“Nella crisi economica c’è chi ci ha guadagnato e chi ci ha rimesso di più, aumentano le disuguaglianze e i rancori. La sfiducia nei corpi intermedi, in primis nei partiti politici e nelle istituzioni, porta, appunto, rancore: la gente vota arrabbiata badando a chi urla di più. Si vota con la ‘pancia’ e non con la ragione – osserva Costalli -. A populismi e sovranismi la risposta deve essere ragionata, non una polemica alternativa. Anche sull’immigrazione bisogna trovare un equilibrio tra i numeri di chi arriva e una politica di accoglienza seria. Comunque, chi sta in mezzo al mare va salvato”.
Per il presidente di Mcl, oggi “c’è un rischio per una democrazia legata ai meccanismi di partecipazione, con una caduta della rappresentanza politica”. E conclude: “Nel momento in cui i governi vengono ratificati dalla piattaforma Rousseau, il ruolo dei corpi intermedi, che sono i meccanismi di partecipazione democratica sul territorio, va rilanciato”.

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