Diocesi: Padova, riconoscimento per le suore elisabettine che hanno prestato servizio alle Cucine economiche

Giornata di festa ieri a Casa Maran di Taggì di Sotto (Villafranca Padovana), per ringraziare le tante suore che nel tempo hanno prestato servizio alle Cucine economiche popolari (Cep) di Padova, don Giuseppe Maniero che dopo tanti anni di presenza lascia le Cucine e la nuova comunità di suore che da ottobre abiterà le “Cucine”. Attualmente sono 18 le francescane elisabettine viventi, che hanno prestato servizio alle Cucine economiche di Padova, che si sono ritrovate a Casa Maran insieme alla madre generale suor Maria Fadin, alla provinciale suor Paola Rebellato, alla comunità elisabettina che dal 4 ottobre prossimo, festa di san Francesco, tornerà a vivere, dopo alcuni lavori di ristrutturazione, sopra alle Cep di via Tommaseo a Padova e a tantissimi amici, familiari, sacerdoti, ex obiettori, operatori e volontari e benefattori delle Cucine. Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, dopo la messa che ha aperto il pomeriggio di festeggiamenti, ha sottolineato il valore per la Chiesa e per la città di Padova delle Cucine economiche popolari. “Con l’aiuto delle suore elisabettine – ha ricordato – e di tanti uomini e donne di buona volontà è stato possibile creare questa realtà e accompagnarla per oltre un secolo: le Cucine sono un segno della grandezza di una città e della Chiesa di Padova. Un servizio come questo non si può mettere in discussione, per il bene che ha fatto, per quello che sta facendo, ma va sempre migliorato e ampliato e anche per questo è stata creata la Fondazione Nervo Pasini che è un importante tassello in un progetto articolato che abbiamo chiamato Cantieri di carità e giustizia”. A Casa Maran era presente anche il sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha consegnato a suor Lia Gianesello il sigillo della città di Padova, come segno di riconoscenza per il prezioso servizio reso alla città in oltre 30 anni di presenza alle Cucine economiche popolari. “Padova da sempre è una città dove solidarietà ed accoglienza sono valori radicati e condivisi – ha detto Giordani –. Non è un caso che la nostra città, ma sarebbe meglio dire il nostro volontariato, del quale le Cucine popolari sono certamente una stella polare, abbia ottenuto il riconoscimento di Capitale europea del volontariato 2020”.

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