Diocesi: card. Bassetti (Perugia), “consolazione e speranza per gli sfiduciati e per le famiglie in cui mancano pane e lavoro”

“A chi è solo, deluso, forse stanco della vita, agli sfiduciati, a chi si sente abbandonato da tutti o ha subito ingiustizie, alle famiglie, soprattutto a quelle dove mancano pane e lavoro, a tutti coloro che hanno perso la speranza, per la durezza del cuore dei fratelli, a chi non ha un tetto dove abitare e soprattutto a chi non ha mai ricevuto un gesto di amore, la Vergine Maria, che asciuga le loro lacrime, sia per tutti segno di consolazione e di sicura speranza”. Lo ha detto l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa celebrata ieri nella cattedrale di San Lorenzo, in occasione del 25° anniversario di ordinazione episcopale. Ricordando la “speciale protezione della Vergine”, il porporato ha espresso il suo desiderio di “spendere tutte le mie energie nella terra di Maremma, che per me non è mai stata ‘Maremma amara’, ma terra da amare, che si adattava bene alla mia persona”. Ripercorrendo la sua vita, il cardinale si è soffermato su alcuni momenti: tra questi, il dramma della seconda guerra mondiale, vissuto da piccolo. “I miei genitori mi hanno trasmesso, assieme al timor di Dio, una fede semplice, ma robusta, che si esprimeva nel rispetto degli altri e nella solidarietà verso tutti”. E, poi, la missione da prete vissuta per 28 anni che, “pur con tanti limiti, ha voluto essere una consegna generosa a Cristo e ai fratelli”. “Con questo stesso spirito, ho cercato, per 22 anni, di portare avanti il mio compito di formatore nei Seminari di Firenze. I nomi e i volti dei miei alunni li porto scritti dentro di me, nella mia vita, e non sono ricordi del passato. Ora tre di loro sono vescovi in altrettante diocesi d’Italia, un quarto è nunzio apostolico”. Quindi, il servizio episcopale prima nella Chiesa di Massa Marittima-Piombino, poi dopo cinque anni, nella Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Infine, l’ultima chiamata a essere pastore a Perugia. “Non sono mancate, in questi anni, pene, tribolazioni e croci, ma abbiamo sempre cercato di affrontarle alla luce del Risorto e con grande speranza. Il Signore ha fatto maturare in questo tempo, nella nostra Chiesa, numerose vocazioni al presbiterato e alla vita religiosa e, grazie a Dio, una pastorale giovanile che sta portando i suoi frutti”.

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