Custodia del Creato: buone pratiche al Forum di Greenaccord. Mons. Marciante (Cefalù), “su Sicilia tanti luoghi comuni”

Anche di buone pratiche si è parlato al XIV Forum dell’informazione cattolica per la custodia del Creato, promosso da Greenaccord a Cefalù dal 6 all’8 settembre. Sextantio, cooperativa di cui fa parte l’Albergo diffuso in un villaggio medievale fortificato in Abruzzo, a Santo Stefano di Sessanio, proprio in quella provincia di L’Aquila che quest’anno deve fare i conti con il decennale del terremoto che ha distrutto la città, parla alle nuove generazioni delle possibilità offerte dall’ecoturismo. Nunzia Taraschi, antropologa che cura gli aspetti di questo progetto culturale che genera economia, ha evidenziato il successo che sta riscuotendo l’iniziativa: “Dai dati dell’Apt Basilicata 2016-2018, il tasso di occupazione medio degli alberghi 4 stelle è del 40% mentre quello di Sextantio raggiunge l’80%”. “Il bello di questo progetto è che si rivolge a tanti borghi dell’Italia cosiddetta marginale e a un patrimonio considerato da sempre secondario rispetto a quello ufficiale”.
La diocesi di Cefalù ha realizzato il Laboratorio della Speranza, che parte dal territorio delle Madonie per promuovere azioni volte alla creazione di prospettive di lavoro per i giovani. Don Giuseppe Amato ha parlato del sogno del vescovo Giuseppe Marciante, che lo ha fortemente voluto, diventato realtà. Dei temi della disoccupazione giovanile e dello spopolamento dei territori del comprensorio madonita, la Chiesa si è fatta interprete per cercare soluzioni. Ora la fondazione Laboratorio della Speranza è già un percorso concreto, che mette a disposizione dei giovani i beni della diocesi per creare opportunità lavorative. A questi beni se ne aggiungeranno altri, perché, nel sogno e nella volontà del vescovo, la priorità è il sostegno alle nuove generazioni, che non fuggono dai centri siciliani per scelta ma per necessità.
Mons. Marciante ha esortato a “utilizzare il metodo che Papa Francesco ci insegna: disimparare, imparare e reimparare. Disimparare vuol dire dimenticare i luoghi comuni, specialmente sul tema dell’ecologia e soprattutto quando dietro la menzogna ci sono gli interessi. Forse Greta proprio in questo ci aiuta, indicandoci il cattivo costume della falsificazione della notizia”. E come per l’Amazzonia, anche sulla Sicilia i luoghi comuni e i concetti da disimparare sono tanti. “Io li ho scoperti soprattutto andando altrove – ha affermato il vescovo – perché andare fuori aiuta proprio a mettere in atto questo metodo per l’analisi: si torna per guardarsi intorno, disimparando e imparando ex novo, per poi aprirsi e reimparare qualcosa di più e di nuovo. Il mio messaggio è che da questa esperienza i giornalisti possono imparare per fare la stessa cosa per la società, attraverso i canali della comunicazione”.

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