Mezzogiorno e giovani: De Giovanni (scrittore), “combattere la dispersione scolastica per non offrire manovalanza alla criminalità organizzata”

“La cultura è l’unico baluardo possibile contro la criminalità”. Lo dice, in un’intervista al Sir, lo scrittore Maurizio De Giovanni, noto al grande pubblico per essere l’autore di libri di successo che hanno per protagonisti, tra gli altri, il commissario Ricciardi e i “Bastardi di Pizzofalcone”. “La cultura è fonte di reddito pulito, è rispetto della tradizione, di una storia, di un’archeologia più che millenaria che abbiamo e potremmo utilizzare. Napoli, “capitale” del Meridione, ha il 106% in più di presenze turistiche nell’ultimo decennio. Questa è un’opportunità: i turisti vengono per la cultura che la città offre. Se questa cultura dovesse diventare finalmente una fonte di reddito, con il sostegno delle istituzioni, sarebbe un bene”, osserva De Giovanni.
Dalle prove Invalsi, i cui risultati sono stati ripresi anche nel report di “Tuttoscuola” diffuso in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico a settembre, emergono forti carenze, tra gli studenti meridionali anche dell’ultimo anno delle superiori, nella comprensione di un testo in italiano. “Non possiamo giudicare l’effetto senza tener conto delle cause – dichiara lo scrittore -. A Napoli registriamo il 46% di dispersione scolastica. Parliamo di un problema endemico sociale che ha risvolti ben più gravi dei risultati delle prove Invalsi, parliamo di carne di manovalanza per la criminalità organizzata. Questi ragazzi che non vanno a scuola cosa fanno in alternativa? Non passano il tempo in piscina. Dispersione scolastica vuol dire un’apertura alle stese di camorra, alla criminalità minorile, al traffico di stupefacenti. Larghe fasce del territorio di questo Paese non sono sotto il controllo dello Stato”.
Come si combatte la dispersione scolastica? “Con i maestri di strada, con i vigili urbani, con la polizia che va a prendere i bambini a casa quando non si presentano a scuola, come si fa ovunque: questo è un luogo abbandonato al proprio destino e non da oggi. Se non si capisce questo e non ci si regola di conseguenza, il Meridione continuerà a essere una zavorra, un motore spento: se è acceso è un grande propulsore, se è spento è un ammasso di ferro pesantissimo”.

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