Hong Kong: la voce dei manifestanti, “la lotta per la libertà non è terminata”

“Sebbene il disegno di legge sia stato formalmente ritirato, la lotta per la libertà di Hong Kong non è terminata. Tutte e cinque le nostre richieste devono essere soddisfatte, con uguale importanza”. Inizia così una dichiarazione dei “Guardians of Hong Kong”, uno dei gruppi che in questi mesi è sceso in piazza per protestare e che comunica via Telegram. “Quali sono le differenze essenziali tra il fatto che il ‘bill’ sia ‘morto’ e che sia ‘ritirato’? Il ritiro formale del disegno di legge non significa che la lotta per la libertà di Hong Kong sia finita. La nostra posizione in tutti questi mesi è stata chiara: tutte e cinque le richieste devono essere soddisfatte, con uguale importanza”. Le cinque richieste sono, oltre al ritiro definitivo dell’emendamento, l’implementazione del suffragio universale in entrambe le elezioni del capo del governo e del consiglio legislativo; la soppressione da parte del governo della definizione degli scontri violenti come semplici “sommosse”; l’avvio di un’indagine completamente indipendente sulle azioni della polizia; il rilascio incondizionato di tutte le persone arrestate in relazione agli scontri. Riferendosi quindi al ritiro della legge, i “Guardians” affermano: “Questo passaggio da solo non può risolvere le atrocità che si sono verificate negli ultimi tre mesi. Per questo la lotta per Hong Kong non è finita. ‘Un Paese, due sistemi’ diventa una farsa quando le istituzioni e le libertà sono state completamente erose dal governo di Hong Kong”. Ed elencando le altre quattro richieste, concludono: “Cinque richieste, non una in meno. Nessun compromesso. Liberare Hong Kong. Rivoluzione dei nostri tempi. Combattere per la libertà. Stare con Hong Kong”.

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